Il nuovo contratto e la settimana cortissima
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Redazione Economia
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È stato sottoscritto, dalla Fabi e dalle altre organizzazioni sindacali del credito, il rinnovo del contratto di secondo livello per i circa settantamila dipendenti di Intesa Sanpaolo, un accordo che, in vigore dal primo gennaio 2026 fino al termine del 2029, delinea una prima e consistente porzione del quadro normativo che accompagnerà il prossimo ciclo strategico dell’istituto. La firma, giunta in prossimità della presentazione del nuovo Piano d’impresa, non si limita infatti a una mera riconferma degli assetti esistenti ma introduce una serie articolata di misure, alcune delle quali inedite, che mirano esplicitamente a potenziare il welfare aziendale e a rispondere alle mutate esigenze del mondo del lavoro, con un’attenzione particolare, come si evince dai contenuti, verso le giovani generazioni, la genitorialità e quelle funzioni a più spiccata vocazione tecnologica.
Previdenza, buoni pasto e tutele per la salute
Tra gli interventi di natura economica e previdenziale, spicca il consolidamento del sistema di previdenza complementare, con un incremento della quota base di contribuzione aziendale che viene portata al 4,5%, un segnale concreto di rafforzamento della copertura pensionistica futura. Parallelamente, viene ricalibrato il valore del buono pasto, la cui entità è destinata a crescere in modo progressivo nel triennio: fissato a otto euro a partire dal 2026, salirà infatti a nove euro l’anno successivo per toccare infine la soglia dei dieci euro nel 2029. Sul versante della tutela della salute e della prevenzione, il pacchetto dei permessi retribuiti viene significativamente ampliato, comprendendo ora anche le assenze necessarie per sottoporsi a screening oncologici di routine o per affrontare visite mediche urgenti, una misura che va oltre la logica della sola cura per abbracciare una più moderna cultura del benessere.
Conciliazione e flessibilità: la Banca del Tempo e il bonus figli
Il tema della conciliazione tra vita professionale e privata, centrale nell’impianto dell’accordo, trova una sua declinazione operativa in diversi strumenti. Viene potenziata, ad esempio, la cosiddetta Banca del Tempo, meccanismo che permette una gestione più fluida e personalizzata delle ore di permesso. A questo si affianca l’introduzione di un sostegno economico diretto alle esigenze familiari, quale il bonus figli, che prevede un contributo di milleduecento euro. La flessibilità, d’altronde, non è intesa solo in ottica di orario di lavoro ma anche come adattamento alle diverse fasi della carriera e della vita personale, con disposizioni specifiche rivolte ai neoassunti e a coloro che operano in ambiti dove l’innovazione digitale impone ritmi di aggiornamento particolarmente serrati.
Un quadro normativo in attesa del Piano industriale
L’intesa, che rappresenta una parte sostanziale ma non esaustiva del nuovo contratto di secondo livello, definisce dunque un perimetro di diritti e benefici piuttosto ampio, il quale sarà completato in stretta correlazione con le linee strategiche che il gruppo bancario delineerà nel suo Piano 2026-2029. Senza anticipare i contenuti di quel documento, è evidente come gli investimenti sul capitale umano e sul suo benessere organizzativo siano stati posti, con questa firma, in una posizione di priorità, nella consapevolezza che la qualità del lavoro e la capacità di attrarre talenti, specialmente in settori competitivi come quello tecnologico, passino anche attraverso politiche interne avanzate e sistemi di welfare capaci di intercettare bisogni reali.




