Torino, scoperta setta pseudo-spirituale in Val di Susa: fermato un 59enne

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   I carabinieri del Comando provinciale di Torino hanno eseguito nella Bassa Val di Susa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 59 anni. L'operazione, denominata "Asmodeo", è scattata nelle prime ore del 1° ottobre e ha portato alla luce una presunta setta pseudo-spirituale attiva nel Torinese. Il provvedimento restrittivo ipotizza a carico del cinquantanovenne i reati di riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Il modus operandi e le accuse

Secondo le risultanze investigative, coordinate dal Nucleo Investigativo di Torino sotto la direzione della Procura della Repubblica, l'uomo avrebbe promosso corsi di yoga, meditazione e difesa personale. Queste attività sarebbero state il canale attraverso cui avvicinare persone in condizioni di vulnerabilità, conquistandone la fiducia per poi offrire loro ospitalità all'interno di una struttura residenziale gestita direttamente dal medesimo indagato. All'interno di tale contesto, stando a quanto emerso dagli accertamenti, si sarebbero consumate violenze fisiche, psicologiche e abusi sessuali.

Oltre al cinquantanovenne, risultano indagate altre persone in relazione alla vicenda.

Il quadro normativo della riduzione in schiavitù

La riduzione in schiavitù, contestata nel provvedimento cautelare, è disciplinata dall'articolo 600 del codice penale. La norma punisce chiunque eserciti su una persona poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà ovvero chiunque riduca o mantenga una persona in uno stato di soggezione continuativa, costringendola a prestazioni lavorative, sessuali o a sottoporsi a prelievi di organi. La fattispecie è aggravata quando i fatti sono commessi in danno di minori o di persone in stato di inferiorità psichica o fisica. La pena prevista è della reclusione da otto a venti anni.

La contestazione dei maltrattamenti in famiglia, invece, si fonda sull'articolo 572, che tutela non soltanto i familiari in senso stretto ma anche le persone conviventi, configurando il reato quando la condotta abituale cagiona sofferenze fisiche o morali.

Il vuoto normativo sulla manipolazione psicologica

L'ordinamento italiano non contempla più una fattispecie autonoma di plagio. La Corte costituzionale, con la sentenza numero 96 del 1981, dichiarò l'illegittimità costituzionale dell'articolo 603 del codice penale, che puniva chiunque sottoponesse una persona al proprio potere in modo da ridurla in totale stato di soggezione. La Consulta rilevò l'assenza di un criterio univoco per distinguere la manipolazione psichica dalla normale influenza che un individuo può esercitare su un altro.

Da allora, le inchieste relative a contesti settari e a fenomeni di condizionamento mentale vengono ricondotte ad altre figure di reato, come la riduzione in schiavitù, i maltrattamenti o la violenza sessuale. Dal 2006, inoltre, la polizia di Stato dispone di una squadra dedicata al monitoraggio dei fenomeni settari.

Precedenti internazionali e strumenti investigativi

Il presunto utilizzo di discipline orientali come veicolo di adescamento non costituisce un caso isolato. Nel 2023, in Francia, fu arrestato il guru romeno Gregorian Bivolaru, fondatore della rete di scuole di yoga Atman, accusato di aver condizionato le adepte ad accettare rapporti sessuali. In quell'operazione le autorità transalpine liberarono ventisei donne.

Le indagini sui gruppi a vocazione settaria si avvalgono in Italia di specifiche competenze investigative e dell'analisi dei flussi finanziari, poiché le dinamiche di condizionamento si intrecciano spesso con la gestione di patrimoni e contributi pubblici. Il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, contestato nel procedimento torinese, richiama la necessità di verificare l'eventuale percezione indebita di erogazioni pubbliche da parte della struttura.

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