Setta pseudo-spirituale in Val di Susa, arrestato il "Maestro" Bruno Malatesta

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita nella mattinata di oggi dai carabinieri del Nucleo investigativo di Torino nei confronti di un uomo di 59 anni, ritenuto il vertice di una presunta setta pseudo-spirituale scoperta nella Bassa Val di Susa, ad Almese. L'operazione, denominata "Asmodeo", è coordinata dal sostituto procuratore Davide Pretti e ha portato all'arresto di Bruno Antonio Malatesta, accusato di riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Il "Maestro" e il suo profilo web

Malatesta si presentava sul web come maestro e formatore di yoga e discipline olistiche, esperto di arti marziali indiane e di riequilibrio bioenergetico con i cristalli. Nel suo curriculum professionale raccontava di avere iniziato il percorso di formazione in India, frequentando monasteri himalayani e ashram, e di avere approfondito negli anni naturopatia, bioenergia e sciamanesimo. Ad Almese aveva il suo studio, e alcuni video della sua attività erano pubblicati su YouTube. Del presunto "santone" si era occupata già nel 2018 anche un servizio della Rai.

Le accuse e il sistema di assoggettamento

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dietro la facciata di corsi di yoga, meditazione e arti marziali, il cinquantanovenne avrebbe avvicinato persone in condizioni di vulnerabilità, reclutandole all'interno di un rigido sistema di assoggettamento psicologico fatto di violenze, coercizione lavorativa e abusi sessuali. L'uomo si autoproclamava "il prescelto" poiché sosteneva di essere in contatto con la "Madre Divina".

Nella comunità residenziale avviata nella bassa Val di Susa avrebbe ospitato principalmente donne, da lui definite "monache" o "adepte", costringendole a fare voto di obbedienza e povertà e a versare in suo favore tutti i loro averi. Le vittime sarebbero state scelte tenendo conto delle loro condizioni personali: problemi di salute, periodi di lutto o altre situazioni di fragilità avrebbero reso più facile instaurare una relazione di dipendenza.

I collaboratori e le indagini in corso

Nell'inchiesta sono coinvolte altre tre persone, due donne e un uomo, indagate a piede libero. Una delle donne avrebbe ricoperto il ruolo di "Maestra", mentre l'altra, una psicologa professionista, è oggetto di ulteriori approfondimenti investigativi. L'uomo, definito "Monaco" e descritto come massoterapista, avrebbe praticato presunte "terapie sessuali" a pagamento rivolte esclusivamente a donne.

Le indagini dei carabinieri, avviate nel marzo 2024 e ancora in corso, hanno inoltre documentato episodi di violenza sessuale ai danni di vittime minorenni, presentati come presunte "terapie purificatrici". Al cinquantanovenne viene contestata anche una truffa aggravata ai danni dello Stato: avrebbe simulato l'impossibilità di camminare durante gli accertamenti davanti alla commissione medica dell'Inps, ottenendo così una pensione di invalidità per un importo superiore agli 80mila euro.

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