Giancarlo Devasini è l'italiano più ricco al mondo secondo Forbes, il suo patrimonio vale 14 volte quello di Trump
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Redazione Economia
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La nuova classifica annuale dei miliardari stilata da Forbes, pubblicata in queste ore, consegna un'istantanea piuttosto chiara dello stato della ricchezza globale e delle sue geometrie, orami stabilmente ancorate ai destini dell'innovazione tecnologica e, in particolare, all'ascesa inarrestabile dell'intelligenza artificiale. In cima a questa particolare piramide, e con un distacco che definire abissale sarebbe persino riduttivo, troneggia Elon Musk: il patron di Tesla e SpaceX vede il suo patrimonio personale attestarsi sulla cifra monstre di 839 miliardi di dollari, più del doppio rispetto ai 342 miliardi di un anno fa, una somma che da sola supera il prodotto interno lordo di nazioni come la Svizzera o la Turchia e che rende l'idea di come la concentrazione di capitale in poche mani abbia ormai raggiunto livelli inediti.
Dietro di lui, a completare un podio interamente popolato da signori della tecnologia, troviamo i cofondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, rispettivamente con 257 e 237 miliardi di dollari, mentre Jeff Bezos di Amazon e Mark Zuckerberg di Meta si contendono la quarta e quinta piazza con patrimoni che oscillano attorno ai 224 e 222 miliardi. La fotografia scattata dalla rivista americana, che conta un numero record di 3.428 miliardari in tutto il mondo per una ricchezza complessiva che ha superato per la prima volta la soglia dei 20mila miliardi di dollari, è chiara nel delineare un'egemonia quasi assoluta degli Stati Uniti, che piazzano quindici dei primi venti nomi della lista.
L’ascesa del tesoriere delle criptovalute
Se però si scende di qualche posizione per cercare il primo rappresentante italiano, la sorpresa è notevole e porta i riflettori su un settore, quello delle valute digitali, che continua a ridisegnare le gerarchie patrimoniali con una velocità inedita. Al ventiduesimo posto della classifica globale troviamo infatti Giancarlo Devasini, con un patrimonio stimato in 89,3 miliardi di dollari, una cifra che, per dare un termine di paragone concreto, è circa quattordici volte superiore a quella del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, fermo a quota 6,5 miliardi e relegato alla posizione numero 645.
Devasini, che pochi conoscono al di fuori degli ambienti finanziari specializzati, è il chief financial officer e il principale azionista di Tether, la società emittente della stablecoin USDT, un colosso che negli ultimi anni ha letteralmente esploso la propria valutazione grazie al ruolo centrale che le criptovalute hanno assunto nei flussi finanziari globali. Il balzo in avanti del manager italiano, che in soli dieci giorni ha visto lievitare le proprie quote in modo impressionante, racconta meglio di qualsiasi analisi l'irruzione prepotente della finanza decentralizzata nei salotti buoni della ricchezza mondiale, un fenomeno che ridisegna le fortune personali con tempistiche che nulla hanno a che vedere con i tempi lenti dell'economia tradizionale.
La scalata dei big dell'hi-tech e il nuovo volto del capitalismo
Dietro la testa di ponte italiana rappresentata da Devasini, che strappa il primato nazionale a figure ben più note come Giovanni Ferrero, il re della Nutella che si piazza comunque al quarantunesimo posto con 48,8 miliardi, troviamo altri nomi che confermano la deriva tecnologica del capitale. Al quarantaseiesimo grado della scala mondiale si attesta infatti Andrea Pignataro, fondatore e amministratore delegato di Ion Group, una società di dati finanziari e tecnologia con sede a Londra, il cui patrimonio di 42,6 miliardi di dollari testimonia la crescente importanza dei servizi informatici applicati alla finanza.
La lista, insomma, fotografa un passaggio d'epoca: se un tempo i cognomi dell'industria e del lusso dominavano le prime pagine delle riviste economiche, oggi sono gli ingegneri del software, gli strateghi delle piattaforme social e i maghi delle criptovalute a dettare legge. E se Musk continua a viaggiare su un binario parallelo rispetto al resto dell'umanità, con un patrimonio che sfiora gli 840 miliardi e che lo proietta verso l'obiettivo, un giorno non troppo lontano, di diventare il primo trillionaire della storia, la novità più interessante per il lettore italiano è scoprire che il nostro connazionale più facoltoso non produce cioccolato o moda, ma lavora nel mondo oscuro e affascinante delle monete digitali, lontano dai riflettori ma vicinissimo ai nuovi centri di gravità dell'economia mondiale.
L’effetto dell’intelligenza artificiale sui patrimoni
Che l'intelligenza artificiale sia il vero motore di questa immensa macchina di creazione di ricchezza lo dimostra anche l'ingresso in classifica di sessanta nuovi miliardari legati a doppio filo al settore, senza dimenticare che la stessa ascesa di Page e Brin, balzati dal settimo e ottavo posto dello scorso anno al secondo e terzo attuale, è dovuta principalmente alla performance di Alphabet, la holding di Google, che ha cavalcato l'onda dell'AI generativa. E mentre la Cina, con i suoi 539 miliardari, tiene il passo piazzando Zhang Yiming di ByteDance come suo uomo più ricco, e l'India consolida il terzo posto con 229 rappresentanti, l'Occidente tecnologico continua a macinare record su record, in un crescendo che sembra non conoscere battute d'arresto.
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Description: Giancarlo Devasini di Tether è il nuovo italiano più ricco secondo Forbes 2026, con 89 miliardi. Musk domina la classifica globale con 839 miliardi.




