Bersani contro Vance: “Ridateci la Statua della Libertà”
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Redazione Esteri
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Il discorso tenuto da J. D. Vance, vicepresidente americano, durante la 61esima Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera, ha acceso un dibattito che travalica i confini nazionali, dividendo l’opinione pubblica e i commentatori politici. Tra le reazioni più accese, spicca quella di Pier Luigi Bersani, ex segretario del Partito Democratico, intervenuto nel talk show DiMartedì su La7, condotto da Giovanni Floris. Bersani, noto per il suo stile diretto e spesso caustico, non ha risparmiato critiche né a Vance né alla premier Giorgia Meloni, definendo “grottesca” la narrazione mediatica che la dipinge come un ponte tra Stati Uniti e Unione Europea.
“Quella di Vance è stata una performance allucinante”, ha esordito Bersani, riferendosi al tono e ai contenuti del discorso del vicepresidente americano, che ha rimproverato le classi dirigenti europee, accusandole di inefficienza e distacco dai cittadini. “Ma ancora più allucinante è stato il commento della Meloni”, ha aggiunto l’ex segretario, sottolineando come, a suo avviso, le parole di Vance abbiano ribaltato i valori fondanti dell’Occidente. Bersani ha poi ironizzato sulla situazione, suggerendo una risposta ideale al vice di Trump: “Caro Vance, tieniti i tuoi fondamentalisti bigotti che hanno visto Dio, tieniti il Ku Klux Klan e dacci indietro la Statua della Libertà, che te l’abbiamo mandata noi, vecchia Europa”.
Il riferimento alla Statua della Libertà, donata dalla Francia agli Stati Uniti nel 1886 come simbolo di amicizia e valori condivisi, non è casuale. Bersani lo utilizza per rimarcare una distanza ideologica che, secondo lui, si è creata tra l’Europa e un’America sempre più influenzata da correnti politiche populiste e conservatrici. Il discorso di Vance, infatti, è stato interpretato da molti come un attacco frontale ai principi democratici e pluralisti che hanno storicamente unito i due continenti.
Non tutti, però, concordano con questa lettura. Romano Prodi, ex premier e presidente della Commissione Europea, ha espresso preoccupazione per le parole di Vance, definendole “spaventose”. Altri commentatori hanno invece sottolineato come il vicepresidente americano abbia semplicemente portato alla luce questioni scomode, come il deficit di rappresentatività delle élite europee, senza per questo mettere in discussione i valori democratici.
Quel che è certo è che il discorso di Vance ha ottenuto una risonanza planetaria, alimentando polemiche e divisioni. Molti giornali lo hanno definito “choc”, mentre alcuni esponenti del centrosinistra italiano lo hanno ricondotto a una reductio ad Hitlerum, paragonando l’incontro di Vance con i leader dell’AfD, partito di estrema destra tedesco, a una pericolosa deriva autoritaria. Altri hanno invece visto nel suo intervento un tentativo di distogliere l’attenzione dagli errori commessi dalle amministrazioni Biden e Obama, che in passato hanno adottato prassi simili.




