Napoli-Torino 2-1, Conte ritrova la rosa e sorride: “A Elmas farei una statua”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’anticipo del venerdì sera allo stadio Maradona, che ha aperto ufficialmente il programma della ventottesima giornata di Serie A, ha regalato al Napoli tre punti di vitale importanza, un successo maturato contro un Torino battagliero ma alla fine costretto ad arrendersi per 2. Gli azzurri, scesi in campo con un undici iniziale che presentava alcune novità dovute alla lunga lista di indisponibili, hanno dimostrato fin dai primi minuti di volere la partita con una determinazione che non lasciava presagire le attuali difficoltà legate agli infortuni. Una partenza a razzo, quella voluta da Antonio Conte, che al settimo minuto ha già prodotto l’effetto sperato: è stato Alisson Santos, brasiliano classe 2005, a incantare il pubblico con una giocata individuale di pregevole fattura, seminando due avversari e freddando il portiere granata Paleari con un destro a giro che si è infilato preciso sotto l’incrocio. Un avvio che sembrava poter indirizzare la gara su binari agevoli per i padroni di casa, ma che in realtà ha solo inaugurato una serata di sofferenza e gestione, tipica di chi deve fare i conti con un’infermeria piena.

La reazione del Torino, va detto, non si è fatta attendere e al trentacinquesimo minuto Nikola Vlasic ha riportato il risultato in parità, approfittando di una leggerezza difensiva della retroguardia napoletana che ha concesso troppo spazio al croato. Il gol subito, invece di scuotere negativamente l’ambiente, ha sortito l’effetto contrario: il Napoli ha stretto i denti, ha continuato a macinare gioco e prima dell’intervallo ha sfiorato nuovamente il vantaggio con Rasmus Hojlund, la cui conclusione si è spenta di un soffio a lato. Nello spogliatoio, Conte deve aver trovato le parole giuste perché nella ripresa la musica non è cambiata, anzi, si è aggiunto un ingrediente fondamentale: il rientro in campo di Franck Zambo Anguissa, subentrato a causa di un problema fisico accusato da Vergara, e a seguire, la prima apparizione dopo mesi di Kevin De Bruyne, due innesti che hanno ridato polmoni e qualità alla mediana. È stato proprio il ritrovato vigore a permettere al Napoli di spingere nuovamente sull’acceleratore, e al sessantottesimo minuto è arrivato il meritato raddoppio: Eljif Elmas, in semirovesciata su assist di Matteo Politano, ha battuto Paleari per la seconda volta, scatenando l’esultanza del tecnico salentino a bordo campo. Nel finale, all’ottantasettesimo, Cesare Casadei ha riacceso un flebile timore con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma il risultato non sarebbe più cambiato.

La gestione dell’emergenza e i segnali dal mercato

Ciò che rende particolarmente significativo questo successo, al di là dei tre punti che proiettano il Napoli momentaneamente a +5 sulla Roma in classifica e consolidano il terzo posto, è la maniera in cui è stato costruito. Antonio Conte, nel post-gara, ha voluto sottolineare con forza l’aspetto caratteriale della sua squadra, un gruppo che nonostante le tante defezioni – su tutti gli assenti di lusso come appunto Lobotka, oltre ai lungodegenti – non ha mai smarrito la propria identità. “Quello che mi rende felice”, ha spiegato l’allenatore, “è che se anche mancano giocatori importanti, noi non perdiamo mai il nostro modo di essere, la nostra mentalità e la determinazione. Nell’emergenza c’è sempre stata una grande risposta”. Parole che pesano come macigni e che delineano il ritratto di uno spogliatoio coeso, capace di sopperire alle assenze con prestazioni di sacrificio e qualità, come quella offerta da Billy Gilmour, definito dallo stesso Conte “magistrale” nel ruolo di regista. Un elogio particolare, e quasi commovente nella sua iperbole, è stato riservato a Eljif Elmas, lo scorpione macedone trasformato in jolly universale: “Quest’anno dovremo fargli una statua”, ha scherzato Conte, “perché sta sorprendendo tutti e gioca ovunque con lo stesso rendimento”.

Il ritorno in campo di Anguissa e De Bruyne

Se la vittoria è il carburante per la classifica, il recupero di due pedine fondamentali come Anguissa e De Bruyne rappresenta l’ossigeno puro per il finale di stagione. Entrambi, reduci da lunghi stop, hanno assaporato il campo nella ripresa, regalando a Conte alternative preziose in mediana e sulla trequarti. L’impressione, a vederli muoversi, è che non abbiano patito più di tanto il lungo stop: “Sembra che non se ne siano mai andati”, ha commentato il tecnico, pur con la cautela del caso, consapevole che dovranno ritrovare la migliore condizione atletica. La loro presenza, però, alza inevitabilmente il livello dell’intera rosa e manda un segnale chiaro alle dirette concorrenti per un posto in Champions League. Il Napoli, dopo un periodo complicato, ricomincia a vedere il sereno, e i tre punti contro il Torino – squadra ostica e ben messa in campo da mister D’Aversa – ne sono la prova più tangibile. La strada è ancora lunga, ma la base su cui lavorare, adesso, è decisamente più solida e competitiva.

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