La manovra e la riformulazione dell'emendamento sull'oro di Bankitalia
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Redazione Interno
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È stata depositata in Commissione Bilancio del Senato, nel contesto dell'iter della legge di Bilancio, la versione riformulata dell'emendamento presentato da Fratelli d’Italia riguardante la titolarità delle riserve auree della Banca d'Italia. L'elaborazione del nuovo testo, che segue le perplessità sollevate dalla Banca centrale europea sulla formulazione originaria, rappresenta un tentativo di mediazione tra le istanze politiche nazionali e il quadro normativo europeo, il quale tutela rigorosamente l'indipendenza degli istituti centrali. La presidente della Bce, Christine Lagarde, aveva infatti espresso pubblicamente preoccupazione, sottolineando come le finalità della misura iniziale apparissero poco chiare e potessero, potenzialmente, intaccare i principi sanciti dai trattati.
Il contenuto della nuova norma
La riformulazione proposta inserisce, non a caso, un esplicito richiamo ai vincoli del diritto dell'Unione, operando attraverso una clausola interpretativa. Il testo stabilisce che, "fermo restando quanto previsto dagli articoli 123, 127 e 130 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea", la normativa valutaria vigente "si interpreta nel senso che le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d'Italia, come iscritte nel proprio bilancio, appartengono al Popolo Italiano". Questa costruzione giuridica, che apparentemente attribuisce una proprietà ideale senza alterare la gestione operativa, cerca di aggirare gli scogli posti da Francoforte, i quali vertevano proprio sulla possibile interferenza con le funzioni e lo statuto dell'istituto.
Una questione di forma più che di sostanza
La misura, così come ridefinita, appare destinata a rimanere sostanzialmente ineffettiva sul piano pratico, configurandosi più come una dichiarazione di principio che come una norma con immediate ricadute operative. Alcuni osservatori hanno definito l'intera vicenda una "sceneggiata", capace di distrarre l'attenzione dall'andamento complessivo di una manovra finanziaria il cui dibattito parlamentare si protrae, mentre il governo continua a intervenire su specifici capitoli di spesa. La necessità di rassicurare la Bce, attività svolta direttamente dal ministero dell'Economia, conferma la delicatezza di un intervento legislativo che tocca nervi scoperti nelle relazioni tra sovranità nazionale e architettura europea.
L'oro e la sua collocazione fisica
La disputa normativa ha riportato l'attenzione, seppure indirettamente, anche sulla collocazione fisica del metallo prezioso. Le riserve auree italiane, tra le più cospicue al mondo, sono detenute per la maggior parte nei forzieri della Banca d'Italia a Roma, mentre una parte significativa è custodita presso la Federal Reserve di New York e una minima quota presso la sede della Banca dei Regolamenti Internazionali a Basilea. Questa distribuzione, frutto di scelte storiche e operative, rimane del tutto estranea alle recenti vicende legislative, le quali non modificano né la custodia né la gestione tecnica delle riserve, rimaste saldamente in mano all'istituto di via Nazionale.




