L'elicotterista disertore Maxim Kuzminov: un eroe a Kiev, un criminale a Mosca

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'intreccio tra mafia russa e servizi segreti del Cremlino è un cocktail mortale che ha trovato terreno fertile in Spagna. Questa fusione di poteri si manifesta in tutto il mondo, ma è particolarmente evidente in Spagna. Per comprendere meglio la situazione, possiamo fare riferimento alle parole di un disertore avvelenato diciotto anni fa, che possono aiutarci a decifrare la tragica fine di un altro disertore, assassinato alla vigilia di San Valentino nei dintorni di Alicante.

Il disertore e la sfida a Putin

Aleksandr Litvinenko, agente del Fsb, aveva osato sfidare il giovane Vladimir Putin. La sua storia risuona oggi con rinnovata rilevanza, alla luce della recente tragedia che ha colpito un altro disertore, Maxim Kuzminov.

Eroe a Kiev, criminale a Mosca

Ci sono voluti diversi giorni per identificare il cadavere ritrovato la scorsa settimana a La Vila Joiosa, Alicante, nel sud della Spagna. Si è scoperto che si trattava di Maxim Kuzminov, l'elicotterista russo che il 9 agosto scorso aveva disertato, atterrando con il suo Mi-8 in una base militare ucraina della regione di Kharkiv. Aveva volato a bassissima quota per centinaia di chilometri per sfuggire ai radar.

La fine tragica di un disertore

Il corpo del 29enne Kuzminov è stato ritrovato sulla rampa di uscita del garage comunitario del complesso residenziale La Cala, abitato prevalentemente da immigrati russi e ucraini, il 13 febbraio. Era stato crivellato da sei colpi di pistola. Maksim, il pilota russo, è stato ucciso: eroe per l'Occidente, traditore in patria.

La legge dei tiranni

In fondo, lo scorrere del tempo e delle storie non conta. Tutto è già scritto, parola per parola, nell'atto quarto del Macbeth shakespeariano. Il figlio, curioso di gravi faccende, chiede alla madre: che cosa è un traditore? E lady Macduff risponde: «Uno che giura e mente». Una definizione folgorante, plutarchiana. Non a caso, il drammaturgo in cerca di trame saccheggiava appunto Plutarco. E così, la storia si ripete, in un ciclo senza fine di eroi e traditori.

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