Gaza City diventa "zona di combattimento", sospese le pause umanitarie
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Redazione Esteri
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L’esercito israeliano ha dichiarato ufficialmente Gaza City “zona di combattimento pericolosa”, imponendo, a partire dalle 10 di questa mattina, venerdì 29 agosto, la sospensione definitiva delle pause umanitarie che avevano consentito, seppur in modo frammentario e precario, l’afflusso di aiuti alla popolazione stremata. Una misura, questa, che di fatto sigilla il destino della città e accentua la pressione sui civili affinché abbandonino i quartieri ormai prossimi a diventare il teatro principale delle operazioni militari. La decisione arriva in un momento in cui, nella periferia sud, i combattimenti sono già iniziati, preludio di un’offensiva su larga scala che si annuncia come una delle fasi più critiche di questo conflitto.
La conseguenza immediata è stata un esodo di massa, descritto come “la grande fuga”, con migliaia di persone costrette a lasciare le proprie case sotto la minaccia incombente degli scontri, privati anche di quel minimo ma vitale respiro rappresentato dalle brevi tregue dedicate agli approvvigionamenti. Senza di esse, il già drammatico accesso al cibo, all’acqua e ai medicinali diventa un’impresa ancor più disperata, aggravando una crisi umanitaria che tocca livelli inimmaginabili. Parallelamente, le operazioni dell’Idf hanno portato al ritrovamento dei corpi di due ostaggi, un fatto che aggiunge un ulteriore tassello di tragedia a una giornata già segnata da raid aerei che hanno causato decine di vittime palestinesi nella Striscia.
Il nuovo status imposto alla città non è una mera formalità ma un cambiamento sostanziale delle regole di ingaggio, che trasforma ogni movimento in un rischio calcolato e limita drasticamente qualsiasi spazio per la protezione dei non combattenti. Il Cremlino, dal canto suo, in una giornata carica di avvenimenti internazionali, ha rievocato la possibilità di un vertice con Zelensky, mentre sul fronte interno italiano l’Istat segnala un rincaro persistente del carrello della spesa e il mondo della scuola annuncia l’assunzione di oltre 41mila nuovi docenti.




