Gaza City dichiarata "zona di combattimento pericolosa", sospese le pause umanitarie
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Redazione Esteri
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L’esercito israeliano ha dichiarato ufficialmente Gaza City una “zona di combattimento pericolosa”, imponendo, a partire dalle 10 di questa mattina, venerdì 29 agosto, la sospensione definitiva delle pause umanitarie che, seppure in modo frammentario, permettevano il transito degli aiuti e il movimento della popolazione. Una mossa, questa, che segna un punto di non ritorno e che di fatto chiude ogni via di fuga per i civili ancora presenti nell’area, i quali si trovano ora costretti in un perimetro di guerra senza alcuna tregua.
La decisione, annunciata tramite un comunicato delle forze armate, arriva in un momento in cui, nella periferia sud della città, i combattimenti sono già in corso, preludio all’imminente offensiva su vasta scala che l’Idf si appresta a lanciare. L’obiettivo dichiarato è quello di fare pressione sui palestinesi affinché abbandonino i quartieri settentrionali, sebbene le vie di evacuazione siano ormai precluse, lasciando la gente in una trappola senza scampo e privata della possibilità di reperire viveri e beni di prima necessità.
Parallelamente all’inasprimento delle operazioni militari, l’Idf ha reso noto il recupero dei corpi senza vita di due ostaggi, un episodio che si aggiunge a una lunga scia di vittime e che contribuisce ad accrescere la tensione in un contesto già estremamente volatile. Solo oggi, infatti, decine di palestinesi hanno perso la vita in una serie di raid condotti nella Striscia, confermando una tendenza che non conosce flessioni.




