Trump minaccia di annullare gli incontri con l’Iran: "Senza ispettori Aiea niente accordo"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La tensione tra Washington e Teheran torna a salire, e stavolta il nodo è tutto nelle mani degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica. Il presidente americano Donald Trump ha lanciato un ultimatum chiaro e netto, dichiarando che annullerà i prossimi incontri bilaterali se l’Iran non rispetterà l’intesa, che gli Stati Uniti danno per già raggiunta, sul ritorno dei tecnici dell'Aiea negli impianti nucleari iraniani. Una minaccia che arriva a poche ore dalla smentita di Teheran, che ha definito "non vere" le affermazioni del vicepresidente J.D.

Vance su un accordo raggiunto in merito alle ispezioni durante il vertice di Lucerna.

"Sbagliano, sanno di sbagliare": la replica di Trump

Intervistato dai giornalisti durante una tappa in Pennsylvania, il presidente Trump non ha usato mezzi termini per respingere le smentite iraniane, che hanno gettato un'ombra sui risultati dei colloqui in Svizzera. "Loro sbagliano, sbagliano, sanno di sbagliare", ha affermato, sottolineando che nel corso dei negoziati face to face gli Stati Uniti avrebbero ottenuto l'impegno chiaro su un programma di ispezioni "al 100 per cento".

In questo quadro, la posizione di Trump è apparsa fin da subito intransigente: se la controparte dovesse avere ragione nel negare l'esistenza di un accordo, lui stesso provvederebbe a cancellare gli incontri già in agenda. "Se avessero ragione, annullerei immediatamente le riunioni", ha ribadito, lasciando intendere che la questione delle verifiche internazionali è considerata una condizione non negoziabile per l'amministrazione americana.

La smentita di Teheran e il nodo delle ispezioni

Dall'altra parte, il governo iraniano ha opposto un muro all'interpretazione statunitense, con il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei che ha chiarito come non sia prevista, al momento, l'ispezione degli impianti colpiti durante i recenti raid. Una posizione che rischia di minare alla base l'unico risultato concreto che gli Stati Uniti avevano rivendicato al termine del primo round negoziale in Svizzera, dove era emersa anche l'ipotesi di uno sblocco di circa 12 miliardi di dollari di asset iraniani congelati.

La posta in gioco è altissima, come sottolineato da Kelsey Davenport, responsabile delle politiche di non proliferazione dell'Arms Control Association, secondo la quale, "senza informazioni verificate sul programma nucleare e sui siti di stoccaggio, non si può raggiungere un accordo efficace".

Lo stallo sullo Stretto di Hormuz e i prossimi passi

Il confronto non riguarda però solo il futuro delle ispezioni dell'Aiea, ma si intreccia con altre delicate partite sul tavolo, a partire dallo Stretto di Hormuz. Trump ha annunciato che, vista l'accettazione da parte iraniana del regime di ispezioni, gli Stati Uniti hanno deciso di non procedere con un blocco navale dello Stretto, aggiungendo però che le navi resteranno in posizione nel caso in cui si rendesse necessario ripristinare la misura.

La situazione, quindi, rimane fluida e le parole del presidente americano suonano al contempo come un avvertimento e come una base per proseguire il dialogo, seppur a fronte di condizioni ben precise. "Non c'è fretta", ha commentato Trump a chi gli chiedeva quando gli ispettori sarebbero potuti entrare in azione, "ma saranno sul posto al momento opportuno".

Un fragile accordo e le differenze di vedute

Le dichiarazioni di Trump arrivano a poche ore da un'altra affermazione shock del presidente, che sui social aveva garantito che l'Iran aveva accettato "ispezioni nucleari al massimo livello per molto tempo (Infinito!!!)". Una narrazione, quella della Casa Bianca, che sembra voler tracciare un solco netto tra la volontà negoziale dell'amministrazione e il presunto ostruzionismo della controparte.

Resta il fatto che, al di là delle polemiche pubbliche, le divergenze tra le due delegazioni sono profonde e toccano non solo il programma missilistico e il controllo delle vie d'acqua, ma anche la gestione delle ispezioni e i tempi dello sblocco delle risorse finanziarie iraniane, creando un quadro di incertezza che rischia di vanificare gli sforzi diplomatici delle scorse settimane.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.