La sentenza di Torino che assolve dai maltrattamenti e divide

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un pugno sferrato con tale violenza da rendere necessaria la ricostruzione del volto con ventuno placche di titanio e da comprometterne permanentemente la vista di un occhio. È l’epilogo, fisicamente devastante, della relazione tra Lucia Regna e il suo ex marito, il quale, nel 2022, le ha inferto quel colpo. A questo fatto, acclarato e inconfutabile nei suoi esiti, la Terza Sezione Penale del Tribunale di Torino, presieduta dal dottor Gallo, ha recentemente dedicato una sentenza il cui impianto motivazionale ha sollevato un vespaio di polemiche, spingendo l’associazione Linea Rosa a parlare di un “colpo alla credibilità della giustizia”.

La Corte, infatti, pur condannando l’uomo per il reato di lesioni gravi, lo ha assolto dall’accusa – ben più grave e strutturata – di maltrattamenti in famiglia. Le motivazioni, come riportato, si fondano sulla qualificazione dell’episodio come “sfogo d’ira” momentaneo e non premeditato, isolato all’interno di un contesto relazionale che, stando alla ricostruzione giudiziaria, non sarebbe stato costellato da una sistematica violenza psicologica o fisica. Una distinzione di natura giuridica che, però, quando calata in un caso di così efferata brutalità, rischia di produrre un effetto di minimizzazione percepita, come sottolineato con forza dall’associazione che da anni supporta le vittime di violenza.

Su questa percezione, e sull’uso di un linguaggio giudicato “francamente intollerabile” dalla ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità Eugenia Roccella, si è concentrata la reazione istituzionale. La ministra, in dichiarazioni rilasciate a «La Stampa», ha evidenziato come certe formulazioni rischino di tradire una sottostante, e pericolosa, visione culturale: quella per cui la violenza, in certi frangenti, “appartenga a una normale dialettica relazionale e familiare”. Una normalizzazione del maltrattamento che Roccella intende contrastare proponendo, tra le altre misure, percorsi di formazione obbligatoria specifica per la magistratura.

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