Pietro Genuardi, l’ultimo saluto tra sorrisi e luce
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Roma ha dato l’addio a Pietro Genuardi, attore noto per i suoi ruoli in “Centovetrine” e “Il Paradiso delle Signore”, scomparso il 14 marzo all’età di 62 anni dopo una lunga battaglia contro una grave patologia del sangue. I funerali, celebrati martedì 18 marzo nella Chiesa degli Artisti, hanno rispettato il desiderio espresso dallo stesso Genuardi: un’atmosfera luminosa, in cui i presenti fossero invitati a portare “i sorrisi più luminosi”. Un’ultima richiesta che ha trasformato il rito funebre in una celebrazione della vita, lontana dai toni cupi e carica di affetto.
La moglie, Linda Ascierto, ha voluto ricordare il marito con parole che hanno toccato il cuore di chi le ha ascoltate. Intervenuta ai microfoni de La volta buona, il programma condotto da Caterina Balivo, ha raccontato di aver vissuto “l’amore più grande che si potesse vivere”, sottolineando come ogni giorno gli avesse ripetuto il suo affetto. “Vogliamo celebrare Pietro col sorriso con cui se n’è andato”, ha detto Linda, aggiungendo di aver scelto di vestirsi bene per l’occasione, come lui le suggeriva sempre. “Non voglio definire quello di oggi come un funerale, per lui sarebbe stato troppo”, ha concluso, descrivendo il momento come una festa in onore di un uomo che era “amico di tutti”.
Anche il figlio Jacopo ha preso la parola, confermando l’intenzione di trasformare il dolore in un ricordo gioioso. La famiglia ha voluto così rispettare il carattere solare di Genuardi, che durante la sua malattia aveva condiviso con forza e speranza il suo percorso sui social, diventando un esempio di coraggio per molti.
La cerimonia, intima ma partecipata, ha visto la presenza di colleghi, amici e fan, uniti nel ricordare un uomo che, oltre alla carriera artistica, lascia il segno per la sua umanità. La scelta di celebrare la vita piuttosto che piangere la morte è stata un modo per onorare la sua eredità, fatta non solo di talento ma anche di una profonda capacità di connettersi con gli altri.




