Il primo della classe, a Venezia il corto sui deepfake che interroga la fiducia nelle immagini

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quanto possiamo ancora fidarci di un'immagine? È la domanda da cui prende le mosse Il primo della classe, il cortometraggio scritto e diretto da Andrea Ricciotti, presentato l'8 settembre alla 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, alle 19 nella Sala Giardino, come Proiezione Speciale. Il film nasce come progetto vincitore dell'ottava edizione di La Realtà Che Non Esiste, il contest promosso da One More Pictures in collaborazione con Rai Cinema e rivolto agli storyteller under 35.

Oltre il vetro: l'edizione dedicata all'intelligenza artificiale

L'edizione 2026 del contest porta un titolo particolarmente significativo, "Oltre il vetro: fidati, è falso", un invito a confrontarsi con le nuove possibilità offerte dall'intelligenza artificiale e, soprattutto, con la crescente difficoltà di distinguere ciò che è autentico da ciò che è manipolato.

Il progetto vincitore viene sviluppato sotto la supervisione editoriale e creativa di Rai Cinema e One More Pictures, trasformato in un cortometraggio di durata compresa tra 10 e 20 minuti e presentato ogni anno alla Mostra di Venezia, per proseguire poi il proprio percorso di diffusione ed educazione digitale attraverso festival, scuole e iniziative dedicate ai ragazzi. Nel 2026 il progetto si arricchisce inoltre con l'ingresso del regista e sceneggiatore Nicola Conversa come direttore artistico del contest, con un ruolo di supervisione sulla scrittura e sulle scelte artistiche.

La trama: un'accusa, un video e il dubbio che travolge tutti

Protagonista della storia è Vincenzo, interpretato da Samuele Carrino, un ragazzo brillante, popolare e carismatico, apparentemente irreprensibile. La sua vita cambia quando l'ex fidanzata Aurora, interpretata da Cecilia Cantarano, lo accusa di violenza e un video sembra fornire una prova apparentemente inequivocabile. Da quel momento, però, la certezza lascia spazio al dubbio: amici, social e opinione pubblica si dividono e la domanda diventa inevitabile, a chi credere.

Accanto ai giovani protagonisti c'è Gian Marco Tognazzi, che interpreta Roberto, il padre di Vincenzo, un personaggio pubblico impegnato nella politica, candidato al consiglio comunale di Roma, con una campagna elettorale costruita attorno alla parola "Famiglia". Nel cast figurano anche Alessia Cosmo, Davide Vavalà, Francesca Bergesio e Laura Lena Forgia.

Le immagini non sono più prova della realtà

Il punto centrale del cortometraggio è proprio questo: nell'epoca dei deepfake, una registrazione può essere manipolata e diventare uno strumento capace di orientare il giudizio delle persone. Il film non si limita quindi a parlare di tecnologia, ma mette in discussione il rapporto con ciò che vediamo e con la velocità con cui siamo portati a formulare un giudizio. Ricciotti sintetizza il cuore del progetto con una frase particolarmente significativa: "In un mondo dove la tecnologia rende la verità negoziabile, è la narrazione a decidere cosa diventa reale per tutti gli altri".

Il regista ha spiegato di aver immaginato il film osservando la quotidianità della sorella diciassettenne, cresciuta in una scuola dove l'intelligenza artificiale è ormai parte del linguaggio quotidiano. Il racconto richiama il mito della caverna di Platone: oggi lo schermo può diventare la caverna e le immagini le ombre che scambiamo per realtà. Come sintetizza un dialogo del film, la gente vede dieci secondi di video e decide chi sei.

La colonna sonora e la presenza alla Mostra

Ad accompagnare il cortometraggio è La fretta di Tredici Pietro, autore della canzone originale, che è sbarcato alla Mostra del cinema di Venezia e ha eseguito il brano in occasione della première. La locandina ufficiale è stata realizzata da Davide Vavalà, artista e content creator che nel film interpreta Marco e che ha sviluppato negli anni un personale linguaggio visivo legato alla street art e alla cultura urbana. Il cortometraggio è prodotto da Gennaro Coppola per One More Pictures con Rai Cinema.

Il progetto conferma inoltre la vocazione sociale de La Realtà Che Non Esiste, che rinnova la collaborazione con la Polizia di Stato, attraverso la Polizia Postale, per promuovere un uso più consapevole e responsabile della rete tra le nuove generazioni. Il primo della classe è disponibile dall'8 settembre in esclusiva su RaiPlay, in contemporanea con la presentazione veneziana.

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