Bibbiano, l'avvocato Manes: «Caso strumentalizzato, i miei assistiti sono stati mostrificati»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Bologna – «Una barbarie mediatica, l’esempio negativo di un’assurda strumentalizzazione politica». Vittorio Manes, professore di Diritto penale all’Università di Bologna e avvocato penalista di lungo corso, non usa mezzi termini per descrivere il cosiddetto "caso Bibbiano", che tra il 2019 e il 2020 infiammò il dibattito pubblico, trascinando nella bufera politica amministratori locali, assistenti sociali e psicologi. Manes, che insieme al collega Giovanni Tarquini ha difeso l’ex sindaco di Bibbiano Andrea Carletti – prima assolto dall’accusa di falso e poi definitivamente estromesso dal processo dopo l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio – parla di «un processo che ha subìto distorsioni inaccettabili, trasformando indagati in mostri».

L’inchiesta "Angeli e Demoni", avviata nel 2018 dalla procura di Reggio Emilia, aveva scoperchiato un presunto sistema di affidi illeciti di minori a famiglie affidatarie, con accuse pesantissime: manipolazione psicologica dei bambini, falsificazione di documenti, collusioni tra servizi sociali e tribunali. Un caso che, ancora prima di approdare in aula, divenne un’arma politica brandita soprattutto dalla Lega, allora all’opposizione in Emilia-Romagna. «Ricordo bene quel comizio del gennaio 2020 – osserva Manes –, con gli striscioni "Giù le mani dai bambini" e la piazza divisa tra sostenitori di Salvini e le Sardine. Ma la giustizia non si fa così».

Carletti, sindaco del Pd fino al 2019, fu tra i primi a finire nel mirino, accusato di aver favorito il sistema degli affidi. «Eppure, non solo è stato assolto, ma il reato per cui era imputato non esiste più», sottolinea l’avvocato, riferendosi alla riforma che ha cancellato l’abuso d’ufficio dal codice penale. «Ciò che resta è il danno per chi è stato travolto da un’isteria collettiva». Manes, che nel suo ultimo saggio Giustizia mediatica analizza proprio gli effetti distorsivi della comunicazione sui processi, ricorda come «le indagini fossero ancora in corso quando già si parlava di "bambini strappati alle famiglie" e "complicità istituzionali". Poi i fatti hanno dimostrato altro».

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