Bibbiano, l’avvocato Manes: «Mostrificati gli indagati, la politica ha strumentalizzato il caso»
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Redazione Interno
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Vittorio Manes, penalista di lungo corso e professore all’Università di Bologna, non usa mezzi termini quando ripercorre gli sviluppi giudiziari del cosiddetto «caso Bibbiano». Difensore – insieme a Giovanni Tarquini – dell’ex sindaco Andrea Carletti, assolto prima per il reato di falso e poi definitivamente estromesso dal processo dopo l’abrogazione dell’abuso d’ufficio, Manes parla di una «barbarie mediatica» che ha trasformato un’inchiesta in uno «scontro politico senza precedenti».
«Gli indagati sono stati mostrificati», afferma l’avvocato, che nella sua carriera ha seguito casi come il Quatargate e la trattativa Stato-mafia. «Ma il processo, alla fine, ha smentito tutto». Quello che resta, secondo lui, è «l’esempio negativo di un’assurda strumentalizzazione», dove la cronaca e la politica hanno scavato un solco tra realtà e percezione pubblica. Un tema che Manes ha approfondito nel saggio Giustizia mediatica, analizzando come i riflettori dei media possano deformare i diritti fondamentali e il giusto processo.
A Bibbiano, intanto, chi ha vissuto sulla propria pelle le conseguenze dell’inchiesta «Angeli e Demoni» – titolo che ancora oggi suscita rabbia tra gli abitanti – ricorda «vite stravolte». Stefano Davoli, come altri, non nasconde il risentimento: «Altro che demoni!», dice in dialetto reggiano, riferendosi a un’indagine che cinque anni fa dipinse il paese come un luogo di abusi sistematici.




