Spesa farmaceutica a 25 miliardi, i medici chiedono stop ai nuovi tagli

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La spesa farmaceutica ha raggiunto i 25 miliardi di euro nel 2025 e le società scientifiche dei medici ospedalieri e universitari lanciano un appello alla politica per evitare nuovi tagli e garantire l’accesso alle terapie innovative.

La richiesta arriva dal FoSSC, il Forum che riunisce 75 Società Scientifiche, al termine di una teleconferenza durante la quale sono stati illustrati dati che evidenziano una crescita significativa della spesa per i farmaci e un aumento del peso economico sostenuto direttamente dai cittadini. rifday +3

Secondo quanto emerso, nel 2025 la spesa farmaceutica complessiva in Italia è aumentata del 15% rispetto al 2023, con un incremento pari a circa 3 miliardi di euro. Un dato particolarmente rilevante riguarda la quota a carico dei cittadini, che rappresenta il 28% del totale.

In termini assoluti significa che circa 7 miliardi di euro sono stati sostenuti direttamente dalle famiglie per l’acquisto delle medicine necessarie alle cure. Le società scientifiche hanno richiamato l’attenzione su questo aspetto, sottolineando l’impatto che tali costi possono avere sull’accesso alle terapie. rifday +3

Il peso della spesa sui cittadini e il tema dell’accesso alle cure

Nel corso dell’incontro organizzato dal FoSSC è stato evidenziato come la crescita della spesa farmaceutica non riguardi soltanto il sistema sanitario, ma coinvolga sempre di più i cittadini.

I 7 miliardi di euro pagati direttamente per l’acquisto dei farmaci rappresentano una quota significativa del totale e diventano uno degli elementi centrali del dibattito sul futuro della sanità.

Il Forum delle società scientifiche ha quindi collegato il tema della sostenibilità economica a quello dell’accessibilità delle cure, chiedendo che le terapie innovative possano essere garantite senza ulteriori interventi di riduzione della spesa. rifday +3

Tra gli elementi richiamati durante la teleconferenza figura anche il confronto con altri Paesi europei. È stato ricordato che in Italia il prezzo dei farmaci risulta mediamente inferiore del 20-30% rispetto a quello registrato in numerosi Stati europei.

Questo dato viene indicato come un elemento utile per contestualizzare l’andamento della spesa e per interpretare correttamente i numeri emersi nel corso dell’analisi presentata dalle società scientifiche. repubblica +3

Il dibattito sulla farmaceutica e la circolazione di informazioni sui social

Nel contesto del confronto sulla politica farmaceutica si inserisce anche una discussione nata attorno a contenuti diffusi sui social network.

È stato infatti segnalato un post che attribuisce al sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, farmacista con delega alla farmaceutica, scelte che avrebbero inciso sulla distribuzione di farmaci e sui relativi costi sostenuti dal sistema sanitario.

Il testo sostiene che oltre 250 farmaci molto costosi sarebbero stati trasferiti dalla distribuzione delle Asl alle farmacie private e che sarebbe cambiato il sistema di remunerazione dei medicinali. corriere +3

La vicenda viene però presentata come un esempio di informazione priva di elementi necessari per una corretta interpretazione. L’attenzione viene posta sul fatto che norme e provvedimenti in materia farmaceutica sono spesso espressi attraverso formulazioni tecniche difficili da comprendere senza un adeguato contesto.

Proprio per questo motivo il tema della spesa farmaceutica continua a essere al centro del confronto tra istituzioni, operatori sanitari e società scientifiche, che chiedono un’analisi completa dei dati e delle conseguenze delle decisioni adottate sul fronte dell’accesso ai farmaci e delle risorse destinate alla sanità. corriere +3

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