Avanti con la sperimentazione Tea, una soluzione anti-ogm per l’agricoltura cuneese
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Redazione Economia
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Il futuro dell’agricoltura cuneese potrebbe passare attraverso le TEA, le Tecniche di Evoluzione Assistita, una frontiera innovativa che promette di rendere le colture più resilienti ai cambiamenti climatici, garantendo al contempo sostenibilità ambientale. Questo è uno dei temi centrali emersi durante il convegno organizzato da Coldiretti Cuneo al MAG di Savigliano, intitolato “Sfida climatica: nuove vie da esplorare per l’agricoltura di domani. Facciamo chiarezza sulla genetica verde e sulle opportunità di applicazione delle TEA in campo”. L’evento ha riunito esperti del settore, agricoltori e rappresentanti istituzionali, tutti concordi nel riconoscere il potenziale di queste tecnologie, che, a differenza degli OGM, non prevedono l’inserimento di DNA estraneo ma agiscono sul genoma esistente delle piante.
Le TEA, infatti, rappresentano una via intermedia tra l’agricoltura tradizionale e le biotecnologie più invasive, permettendo di accelerare processi naturali di selezione e adattamento. Questo approccio, che punta a migliorare la resistenza delle colture a siccità, parassiti e malattie, potrebbe rivelarsi cruciale per un territorio come quello cuneese, dove l’agricoltura è da sempre un pilastro economico e sociale. Nonostante i vantaggi, però, la strada per una piena applicazione di queste tecniche è ancora lunga, soprattutto per quanto riguarda l’adeguamento della normativa europea, attualmente restrittiva in materia.
Intanto, Savigliano si conferma un punto di riferimento per il settore agricolo, non solo per gli approfondimenti scientifici ma anche per gli eventi di respiro internazionale. In questi giorni, la cittadina ospita la Fiera della Meccanizzazione Agricola, un appuntamento che richiama migliaia di visitatori e operatori del settore. Tra le presenze più significative spicca quella di Olimac, azienda di Margarita con radici profonde nel territorio. Nata negli Anni Sessanta come realtà familiare, Olimac ha saputo espandere i propri orizzonti commerciali, arrivando a esportare il 98% della sua produzione, con una particolare concentrazione negli Stati Uniti, dove si coltiva il 40% del mais mondiale.
La fiera non è solo un’occasione per presentare le ultime novità tecnologiche, ma anche un momento per rinsaldare i legami con il territorio, come dimostra la partecipazione di aziende storiche come Olimac, che continuano a investire nella propria identità locale pur guardando al mercato globale.




