Dieci paesi UE chiedono sanzioni sul GNL russo
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Redazione Economia
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L'inizio del 2025 ha visto un aumento del prezzo del gas, conseguenza della decisione di fermare il transito del gas russo attraverso l'Ucraina, una misura di guerra che grava sulle tasche dei lavoratori e dei cittadini comuni, lasciati in balia della speculazione. Tuttavia, il tentativo di colpire le entrate della Russia derivanti dall'esportazione di combustibili fossili ha spinto alcuni membri dell'Unione Europea a chiedere ulteriori sanzioni.
Nei primi quindici giorni del 2025, i 27 paesi dell'UE hanno acquistato dalla Russia 837.300 tonnellate di gas naturale liquefatto (GNL), superando le 760.100 tonnellate registrate nello stesso periodo dell'anno precedente. Questo aumento sorprendente del gas russo, rispetto all'inizio del 2024, è dovuto al mercato del GNL, a cui i paesi europei hanno fatto ricorso dal febbraio 2022.
Dieci paesi dell'UE, preoccupati per l'aumento delle esportazioni russe di GNL, hanno chiesto nuove sanzioni contro la Russia. Queste misure restrittive potrebbero essere approvate nel giorno del terzo anniversario dell'inizio della guerra in Ucraina, ma è necessaria l'approvazione unanime dei 27 membri dell'Unione, tra cui l'Ungheria di Orban.
L'Unione Europea sta studiando un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, mentre gli Stati membri continuano a utilizzare sempre più gas siberiano.




