Concordato Preventivo Biennale, Un'analisi critica
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) è una nuova misura introdotta per migliorare la collaborazione tra contribuenti e Agenzia delle Entrate. Questo strumento permette di definire preventivamente l'importo delle tasse da pagare per un periodo di due anni, offrendo maggiore trasparenza e certezza nelle relazioni fiscali. Tuttavia, non mancano le critiche, soprattutto da parte di Federaziende, una delle principali confederazioni nazionali delle piccole e medie imprese.
Federaziende ha espresso forti perplessità sulla reale efficacia e equità del CPB. Secondo l'organizzazione, il CPB potrebbe non risolvere i problemi strutturali del sistema fiscale italiano e rischia di favorire solo una parte dei contribuenti, lasciando indietro le piccole imprese che potrebbero non avere le risorse necessarie per aderire a questo accordo.
Il CPB prevede scadenze precise per l'adesione, con regole specifiche che variano leggermente per il primo anno di applicazione, ossia il 2024. La circolare n. 18/E del 17 settembre ha fornito i primi chiarimenti sulle condizioni d’accesso e permanenza, cause di esclusione e procedure operative da seguire. La data del 31 ottobre è stata fissata come scadenza perentoria per l’adesione al patto tra Fisco e partite IVA.
Un aspetto interessante del CPB è la possibilità per i contribuenti forfettari di evitare i controlli fiscali e ridurre le tasse, seppur con regole diverse. Questo strumento è previsto in via sperimentale per un solo anno, e la proposta di reddito imponibile stabilita dal Fisco riguarda esclusivamente il periodo d’imposta 2024.




