Il risiko Mps, Lovaglio punta sulla continuità e sfida le raccomandazioni degli advisor

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A poco meno di due settimane dall’assemblea chiamata a rinnovare il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, il clima in Piazza Affari e nei palazzi della finanza si fa sempre più teso. Luigi Lovaglio, il banchiere che per oltre due anni ha guidato la banca più antica del mondo in una delle fasi più complesse della sua storia recente – quella del rientro dal salvataggio statale e dell’integrazione con il gruppo – non ha alcuna intenzione di restare a guardare. Anzi, dopo l’esclusione dalla lista ufficiale sostenuta dal consiglio uscente, ha scelto di raccogliere la sfida lanciata da Plt Holding, la società della famiglia Tortora che detiene una partecipazione superiore all’1,2%, salendo a bordo della lista antagonista come candidato alla carica di amministratore delegato.

In un’intervista concessa a Bloomberg Tv, Lovaglio ha voluto tracciare con chiarezza i contorni della sua posizione, usando toni che tradiscono una fiducia granitica nelle proprie capacità. “Sono fiducioso, sono pienamente impegnato e sono convinto che questo impegno verrà riconosciuto dal mercato”, ha dichiarato, rispondendo implicitamente a chi potrebbe vedere nella sua candidatura una sorta di azione di disturbo nei confronti di un percorso già tracciato dal management uscente. La sua narrazione si fonda sulla continuità: per il manager, il piano industriale avviato necessita di “esecuzione e continuità”, due elementi che, a suo giudizio, non possono essere messi in discussione senza mettere a repentaglio i progressi fin qui raggiunti. “Mi sento a mio agio ad essere parte della lista – ha aggiunto Lovaglio – perché ho sempre raggiunto i risultati per i nostri azionisti; il mercato conosce il mio track record, quando mi impegno per un piano lo eseguo”. Una dichiarazione che suona come un avvertimento alla proprietà diffusa e agli investitori istituzionali, chiamati a scegliere tra la stabilità di un nome che hanno già sperimentato e l’incertezza di un rimpasto forzato.

Il nodo degli advisor, il rebus della governance

A complicare il quadro, però, arrivano le indicazioni dei cosiddetti proxy advisor, società di consulenza il cui voto è spesso determinante per orientare le scelte degli investitori istituzionali. Il primo verdetto, quello di Institutional Shareholder Services (ISS), è già stato depositato con una raccomandazione a favore della lista del consiglio uscente. Ma è proprio su questo punto che si è scatenato il fuoco di fila di Plt Holding, la quale ha risposto con una lettera agli azionisti in cui si smonta, punto su punto, la logica del consulente. Nella nota, la holding della famiglia Tortora non mette in discussione i dati fattuali utilizzati da ISS, ma ne contesta la conseguenza pratica: “Non contestiamo né le risultanze fattuali di ISS, né le considerazioni su cui si fondano le sue raccomandazioni – si legge – le quali, a nostro avviso, confermano in larga misura le criticità che hanno motivato la presentazione della nostra lista e, pertanto, depongono per un voto favorevole sulla stessa”.

La polemica si fa più aspra quando Plt Holding sottolinea quella che definisce una contraddizione strutturale. Secondo la ricostruzione della famiglia Tortora, le raccomandazioni di ISS non conducono a una governance stabile, ma “piuttosto ad un periodo di prolungata incertezza, proprio nel momento in cui la banca può permetterselo meno”. Nel mirino finisce il meccanismo di voto che entrerebbe in gioco qualora la lista del consiglio risultasse vincitrice: una procedura che, stando alle stesse indicazioni dell’advisor, lascerebbe il consiglio senza un presidente (viene raccomandato il voto contrario a Nicola Maione sia come presidente sia come consigliere), con una composizione potenzialmente ridotta (si ipotizza la nomina di soli otto amministratori) e con il ruolo di amministratore delegato affidato a un cda dalla fisionomia ancora tutta da definire.

Il peso del mercato, il silenzio di Glass Lewis

In attesa che un secondo advisor, Glass Lewis, depositi le proprie raccomandazioni, il mercato si muove sulla base di segnali contrastanti. Tra gli operatori finanziari, il giudizio su Glass Lewis è piuttosto netto: ci si aspetta un profilo rigido, poco incline a concessioni verso le esigenze di continuità manageriale invocate da Lovaglio e dai suoi sostenitori. Non a caso, Plt Holding ha invitato gli azionisti a valutare “con attenzione gli effetti concreti che le raccomandazioni di ISS sono destinate a produrre”, un modo per cercare di spostare l’attenzione dai nomi ai meccanismi di voto, considerati la vera leva per evitare una paralisi decisionale proprio mentre la banca è impegnata nel pieno di una delicata fase di integrazione post-fusione.

L’ago della bilancia, in questo senso, potrebbe essere rappresentato dal voto dei grandi fondi esteri, che spesso delegano le loro scelte proprio ai proxy advisor. Se ISS ha già dato un primo segnale di discontinuità, la sensazione è che il fronte si stia polarizzando. Lovaglio, da parte sua, ha scelto di non commentare le raccomandazioni, ribadendo invece il concetto che la sua esperienza rappresenti il miglior argine contro i rischi di una governance frammentata. Il suo messaggio agli azionisti è sintetizzabile in un binomio: esecuzione e continuità. Un binomio che, nel linguaggio della finanza, suona come un appello alla prevedibilità contro l’avventurismo.

L’incognita del voto e il duello sulle deleghe

L’assemblea del 15 aprile si preannuncia quindi come un banco di prova non solo per le sorti del management, ma per l’assetto stesso del governo societario dopo la fuoriuscita del Tesoro dal capitale. La lista di Plt Holding, con Lovaglio come candidato ad, intende scardinare l’impianto costruito dal consiglio uscente, sostenendo che le criticità emerse – in particolare quelle relative al ruolo del presidente e alla selezione dei vertici – non possano essere risolte con la semplice approvazione della lista di maggioranza. L’affondo della holding sulla governance è chirurgico: “Nessun presidente eletto in assemblea, incertezza nella composizione del consiglio, incertezza sull’amministratore delegato, un vuoto di responsabilità”. Quattro punti che, per i promotori della lista antagonista, trasformano la raccomandazione di ISS in una sorta di piano per il caos.

Sullo sfondo, resta la domanda che anima il dibattito tra gli investitori: chi vincerà la battaglia per le deleghe? Lovaglio, forte del suo passato recente in piazza Salimbeni, si presenta come il garante di un percorso già avviato e che, a suo dire, ha già restituito valore agli azionisti. Ma la controffensiva della lista del consiglio, forte della raccomandazione di ISS, non è stata meno incisiva. Il quadro, a questo punto, resta fluido: manca ancora il verdetto di Glass Lewis, e le prossime ore saranno decisive per capire se gli investitori sceglieranno di assecondare l’appello alla stabilità o se, invece, coglieranno la palla al balzo per ridisegnare i vertici in nome di una discontinuità che, almeno sulla carta, Lovaglio e i suoi sostenitori definiscono più pericolosa che innovativa.

Meta Description: Luigi Lovaglio sfida le raccomandazioni degli advisor in vista dell’assemblea Mps del 15 aprile, sostenuto da Plt Holding in un duello sulla governance della banca.

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