Mercato immobiliare in risalita: a trainare sono i mutui agevolati e Verona
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Redazione Economia
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Il settore residenziale italiano, dopo un periodo di stasi, mostra segnali di recupero vigoroso, come attestano i dati aggregati dall'Agenzia delle Entrate e analizzati dall'Ufficio Studi di Gruppo Tecnocasa. Nei primi nove mesi del 2025, infatti, le compravendite di abitazioni hanno raggiunto la soglia di 548.288 unità, segnando un incremento del 9,2% rispetto allo stesso periodo del 2024; una dinamica positiva che, se osservata nel solo terzo trimestre, si attesta su un robusto +8,5%, a conferma di una tendenza ormai consolidata. Questo rinnovato slancio, che interessa in misura diffusa tutte le macroaree del Paese con punte nel Nord Ovest e nelle Isole, è stato alimentato principalmente dal ribasso dei tassi di interesse sui finanziamenti ipotecari, il quale ha riportato una fascia significativa di potenziali acquirenti nelle condizioni di accedere al credito.
Il caso di Verona e il panorama degli affitti
Tra i grandi centri urbani, è Verona a distinguersi per la performance più brillante, facendo registrare, sempre nel confronto tra i primi nove mesi del 2025 e quelli dell'anno precedente, una crescita delle compravendite del 12,9%, passando da 2.386 a 2.694 operazioni. Un dato, questo, che assegna al capoluogo scaligero il primato percentuale nazionale e che riflette una domanda particolarmente vivace in un contesto di mercato che sembra premiare alcune specifiche località. Parallelamente, il segmento delle locazioni vive una fase di espansione, seppure con andamenti differenziati: a livello nazionale, il numero di abitazioni date in affitto cresce del 2,5%, ma l'incremento raggiunge il 3,3% nei comuni classificati ad alta tensione abitativa, contro un più contenuto +0,8% nelle altre aree. Questa divergenza sottolinea, da un lato, le persistenti difficoltà di accesso alla proprietà per una parte della popolazione e, dall'altro, la marcata eterogeneità che caratterizza le varie tipologie contrattuali e i territori.
I dati OMI e la solidità della domanda
Le indicazioni provenienti dall'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate per il terzo trimestre del 2025 offrono un'ulteriore conferma di questo quadro, anticipando in parte i dati definitivi sull'erogato bancario. Con oltre 174 mila unità scambiate nel trimestre, emerge con chiarezza il profilo di una domanda che, pur essendo divenuta più selettiva e attenta al valore dell'immobile, dimostra una solidità inaspettata, sostenendo così l'intero ciclo delle compravendite. L'analisi dei rogiti notarili, del resto, rappresenta un termometro fedele della salute del mercato, poiché fotografa le transazioni effettivamente concluse, andando oltre le mere intenzioni o le trattative in corso.
Uno scenario in evoluzione tra spinte e resistenze
La ripresa delle compravendite, pertanto, si consolida nonostante un clima di fiducia dei consumatori che, in altri settori, non si mostra altrettanto roseo, delineando uno scenario peculiare in cui le decisioni di investimento nel mattone sembrano rispondere a logiche autonome. La facilità di accesso al mutuo, in questa fase, si è rivelata un driver determinante, spingendo molti a concretizzare progetti di acquisto rimasti in sospeso. Resta da osservare come evolverà questo andamento, considerate le differenze territoriali che permangono, sia nel comparto delle vendite che in quello degli affitti, e che continuano a raccontare un'Italia immobiliare dalle molte velocità, dove le opportunità non si distribuiscono in maniera uniforme.




