Il mercato immobiliare italiano riparte: crescono le compravendite, Milano e Palermo in testa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre l'economia internazionale naviga acque complesse, anche alla luce delle nuove politiche commerciali dell'amministrazione Trump, un settore cruciale come quello dell'edilizia residenziale mostra in Italia segnali di vitalità, confermando un trend positivo che ormai perdura da mesi. Secondo i dati più recenti, diffusi dall'Agenzia delle Entrate e analizzati dall'Ufficio Studi Tecnocasa, nel terzo trimestre del 2025 le compravendite di abitazioni hanno registrato un incremento dell'8,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. Questo andamento, che si inserisce in un quadro di crescita generalizzata, trova una conferma ancor più marcata se si allarga lo sguardo ai primi nove mesi dell'anno, durante i quali le transazioni hanno toccato quota 548.288 unità, con un aumento complessivo del 9,2%. Una spinta determinante, come spesso accade in fasi di ripresa, è arrivata dalla maggiore facilità di accesso al credito, con gli istituti bancari che hanno mostrato una rinnovata propensione a erogare mutui, sebbene i dati definitivi sull'ammontare del finanziato saranno resi noti dalla Banca d'Italia solo all'inizio del prossimo anno.

La geografia della ripresa: le grandi città trainano

La crescita, per quanto diffusa, non è uniforme e disegna una mappa precisa della domanda, dove i poli metropolitani si confermano motori insostituibili. Milano si pone in testa a questa classifica, facendo registrare nel trimestre un incremento delle compravendite pari all'11,8%, un dato che sottolinea come il capoluogo lombardo continui ad esercitare un forte potere attrattivo, nonostante i prezzi elevati. Segue, con un dinamismo sorprendente, Palermo, che con un +8,5% testimonia una vivacità inattesa nel mercato del Sud e delle Isole, macroarea che nel suo complesso ha performato molto bene. Anche Roma, sebbene con numeri di crescita leggermente inferiori, mantiene un ruolo di primo piano, soprattutto per quanto concerne gli acquisti agevolati legati al regime della "prima casa", dove detiene la quota nazionale più alta, attestandosi all'85,4% del totale delle sue transazioni.

Un mercato in trasformazione, tra mutui e domanda selettiva

I numeri dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare, che ha superato le 174 mila unità scambiate nel periodo luglio-settembre, dipingono un settore in piena trasformazione, sorretto da una base di acquirenti che, pur essendo divenuta più selettiva e attenta al valore dell'immobile, dimostra una solida intenzione d'acquisto. La quota degli acquisti per prima casa, che si attesta a livello nazionale sul 73,2%, rimane stabile, indicando che la spinta principale continua ad arrivare da nuclei familiari in cerca di una abitazione principale, piuttosto che da operatori orientati al puro investimento. Questo aspetto, unito alla ripresa del canale del mutuo, contribuisce a dare stabilità al mercato, evitando eccessi speculativi e ancorando la domanda a parametri di sostenibilità economica.

Il quadro d'insieme e le prospettive immediate

La fotografia che emerge dal terzo trimestre del 2025 è dunque quella di un comparto che ha ritrovato slancio, con incrementi significativi registrati in particolare nel Nord Ovest e nelle Isole, entrambe a +9,5%. L'aumento generalizzato delle transazioni, avvenuto peraltro in un contesto macroeconomico dove gli indicatori di fiducia dei consumatori mostrano segnali contrastanti, suggerisce che il fattore abitativo rimanga una priorità per le famiglie italiane. La combinazione tra condizioni di finanziamento più favorevoli e una offerta immobiliare che in molte aree si sta gradualmente adeguando alle nuove esigenze della domanda sembra aver creato un terreno fertile per gli scambi, riportando il settore al centro dell'interesse e dell'attività economica del Paese.

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