mercato immobiliare 2026: affitti in forte rialzo mentre le compravendite crescono senza scossoni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato immobiliare italiano, dopo un 2025 caratterizzato da una fase di assestamento e riequilibrio, si appresta a entrare nel nuovo anno con dinamiche ben definite, che delineano un panorama a due velocità, dove la crescita dei canoni di locazione si stacca nettamente da quella, più moderata, dei prezzi di vendita. Secondo le analisi previsionali di Immobiliare.it Insights, mentre le transazioni per l'acquisto della casa continueranno a espandersi, sostenute da condizioni creditizie più favorevoli, è il comparto degli affitti a costituire il vero motore del mercato, destinato a registrare incrementi percentuali sensibilmente superiori.

Previsioni 2026: un divario marcato tra locazioni e vendite

Le previsioni per il 2026 quantificano con chiarezza questa divergenza: i canoni di affitto sono attesi in crescita dell'8,1%, un dato che supera di gran lunga l'aumento stimato per i prezzi di vendita, fermo al 3,1%. Questo scarto, che si inserisce in un contesto di rallentamento della domanda di locazioni dopo una lunga fase di crescita, sottolinea come le tensioni sul mercato del rental siano destinate a permanere, ponendo sfide significative, in particolare nelle grandi aree urbane.

Le compravendite trainate dal credito e il ruolo delle città

La ripresa delle compravendite, iniziata nel 2025, trova conferma nei dati dell'Osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma, che evidenziano un quadro dinamico delle transazioni a livello nazionale e nei tredici principali mercati urbani, tra cui Milano, Roma, Napoli e Firenze. Tale dinamismo è stato alimentato, com'è noto, dal rallentamento dell'inflazione, dal recupero del potere d'acquisto delle famiglie e, non ultimo, da condizioni di finanziamento che, seppur in normalizzazione, rimangono favorevoli per l'accesso al mutuo. È proprio in alcune di queste città che si concentreranno le performance più vivaci: Firenze, Bari e Milano, infatti, sono indicate come le aree che guideranno la crescita dei prezzi delle case, mentre le dinamiche di affitti e compravendite mostreranno differenze marcate non solo tra centro e periferia, ma addirittura a livello di quartiere, accentuando le disparità locali.

Un mercato in trasformazione tra opportunità e criticità

Il quadro che emerge per il 2026 delinea quindi un settore in piena trasformazione, dove la ripresa delle compravendite, sebbene solida e diffusa, non riesce a compensare la pressione ascendente sul fronte degli affitti. Questo scenario, che vede da un lato una maggiore facilità di accesso alla proprietà per alcuni, e dall'altro costi di locazione in costante aumento per altri, rischia di acuire le disuguaglianze abitative, soprattutto nelle metropoli dove la domanda è più intensa. La stabilizzazione dei valori di vendita, peraltro, non significa uniformità, ma anzi lascia spazio a performance differenziate, destinate a premiare alcune aree geografiche e specifici segmenti di mercato, in un contesto nazionale che rimane profondamente frammentato.

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