Tragedia ad Asiago, l'incidente in rotatoria striscia la vita a tre giovani

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella notte tra sabato e domenica, un violento schianto ha interrotto bruscamente l'esistenza di tre ventenni, travolgendone le promettenti carriere e gettando una marea di dolore nelle rispettive famiglie e in tutto l'ambiente dello sci, al quale erano profondamente legati. L'incidente, che si è consumato poco dopo le tre e mezza all'ingresso della città, in via Verdi, ha visto una Peugeot 207, sulla quale viaggiavano cinque ragazzi, perdere il controllo nella rotatoria che conduce al parco Millepini, finendo la sua corsa con un impatto tremendo contro la fontana centrale e ribaltandosi in modo drammatico. Dalle prime, frammentarie ricostruzioni, sembra che il veicolo procedesse a una velocità molto elevata lungo la discesa prima di imboccare l'rotonda, dove ha iniziato a sbandare in maniera incontrollabile, andando a colpire con violenza non solo l'arredo urbano ma anche un palo, in una sequenza di eventi che ha lasciato poco spazio a qualsiasi possibilità di scampo.

Le vite spezzate e il mondo dello sci in lutto

A perdere la vita nella sciagura sono stati Nicola Xausa e Riccardo Gemo, atleti che si erano formati all'interno dello Ski College di Falcade, e con loro l'amico Pietro Pisapia, anch'egli ventenne e parte di quella cerchia di giovani accomunati dalla passione per la montagna e per lo sport invernale. Degli altri due ragazzi che si trovavano a bordo dell'auto, uno è rimasto gravemente ferito, mentre l'altro ha riportato ferite di minore entità, sebbene il trauma dell'accaduto resti un peso difficile da quantificare. La notizia della tragedia ha provocato una reazione immediata e di profondo sconforto nel Comitato regionale della Federazione italiana sport invernali, il cui presidente, Roberto Visentin, ha dichiarato di volersi stringere alle famiglie colpite da quello che ha definito "un dolore immane", annunciando, in segno di lutto, la sospensione di ogni attività.

La rotatoria e il suo paradosso sulla sicurezza

Un elemento che carica di amarezza tutta la vicenda è stato sottolineato dal sindaco di Asiago, Roberto Rigoni Stern, il quale ha rivelato come quella stessa rotatoria, che oggi è teatro di una simile sciagura, fosse stata realizzata in passato proprio con l'intento di migliorare la sicurezza stradale in un punto della viabilità dove, precedentemente, si erano già verificati altri scontri di grave entità. L'aiuola spartitraffico, che è stata investita in pieno dall'auto in corsa, rappresentava dunque, in un tragico paradosso, un elemento di protezione che, in quelle specifiche e concitate dinamiche, non è riuscito a evitare l'epilogo più funesto.

Il cordoglio e un vuoto incolmabile

Mentre le indagini delle forze dell'ordine proseguono per accertare con precisione ogni dettaglio della dinamica, incluso il ruolo che possa aver avuto l'eccesso di velocità, sulle pendici dell'Altopiano e non solo si diffonde un sentimento di incredulità mista a un lutto profondo per la scomparsa di tre giovani le cui vite, piene di potenziale e di progetti, sono state troncate in un solo, devastante istante. Il cordoglio, che unisce amici, compagni di squadra e semplici conoscenti, non basta a colmare il vuoto lasciato da Nicola, Pietro e Riccardo, le cui figure rimarranno indelebilmente legate non solo al ricordo affettuoso di chi li ha conosciuti, ma anche a una riflessione più ampia sulla sicurezza delle strade che percorriamo.

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