Asiago piange tre giovani vite, l'ultimo saluto a Riccardo Gemo
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Redazione Interno
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La quiete dell'Altopiano di Asiago, spezzata nella notte tra sabato e domenica, continua a vibrare di un dolore sordo e profondo, mentre le famiglie di Nicola Xausa, Pietro Pisapia e Riccardo Gemo si preparano a quegli addii che nessun genitore dovrebbe mai conoscere. Aveva appena compiuto vent'anni Nicola, definito dal fratello «il piccolo di casa, buono e gentile», e quella sera, avendo preso in prestito l'auto di una sorella, era uscito per una festa che univa più ricorrenze: il compleanno di un amico, il suo, caduto l'8 ottobre, e quello di Riccardo, nato il giorno prima di lui. Invece di un ritorno a casa, nella notte si è consumata una tragedia i cui dettagli, sebbene rispettosamente evitati nei particolari più crudi, emergono con forza disarmante da un video che fissa per sempre l'istante dello schianto.
L'addio collettivo e il lutto delle istituzioni
Mentre la macchina dei soccorsi interveniva sul luogo dell'incidente, dove l'auto, una Peugeot 207, dopo aver perso il controllo e aver urtato violentemente una fontana si era fermata in un silenzio irreale, la notizia si propagava veloce, gettando nello sconforto l'intera area. I Comuni colpiti dal lutto hanno deciso di esprimere la propria vicinanza alle famiglie attraverso un gesto di partecipazione collettiva, con le serrande degli esercizi commerciali abbassate in segno di rispetto durante lo svolgimento delle esequie. Una scelta che unisce una comunità ferita, la quale si stringe attorno ai propri ragazzi, a quelli che non ci sono più e a chi, come il giovane bellunese Mirko, lotta ancora in ospedale per la propria vita dopo essere rimasto gravemente ferito nello stesso schianto.
Le celebrazioni funebri e un ricordo che unisce
I riti dell'ultimo saluto si svolgeranno in momenti distinti, ma accomunati dalla stessa, straziante, necessità di dare un senso all'inspiegabile. Domani, mercoledì, nella chiesa di San Nicola a Olmo di Creazzo, amici e parenti si raduneranno per ricordare Riccardo Gemo. Venerdì, invece, la chiesa parrocchiale di Conco accoglierà una celebrazione congiunta per Nicola Xausa e Pietro Pisapia, entrambi residenti nel comune di Lusiana Conco, le cui esistenze, così intrecciate in vita, verranno commemorate insieme in un unico, commosso, addio. Una decisione delle famiglie che sottolinea il legame indissolubile che univa i tre amici, un legame che nemmeno la morte può recidere.
La dinamica e un monito rimasto inascoltato
La ricostruzione dei fatti, che affiora dalle indagini e dalle testimonianze, delinea una sequenza di eventi fulminea e inarrestabile. Le immagini che documentano l'accaduto mostrano il veicolo procedere a una velocità eccessiva, tanto da generare un primo contatto con il cordolo del marciapiede, dal quale scaturiscono scintille vividissime, prima del volo e dell'impatto definitivo. Un paradosso amaro emerge dal ricordo di Nicola, descritto da un'amica come una persona che soleva raccomandare prudenza al volante, ripetendo «"quando prendi la patente devi andare piano con la macchina, non correre"», un monito che, in quella notte di festa, è rimasto tragicamente inascoltato.




