Dombrovskis: Ue preoccupata come Usa per restrizioni cinesi su terre rare
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Redazione Esteri
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La Commissione europea, attraverso la voce del commissario all'economia Valdis Dombrovskis, ha espresso una posizione di allineamento con gli Stati Uniti riguardo alle recenti limitazioni all'esportazione di terre rare annunciate da Pechino. Dombrovskis, intervenuto in un dibattito all'American Enterprise Institute, ha dichiarato che l'Europa "condivide le preoccupazioni" statunitensi non solo per le restrizioni dirette su questi materiali critici, ma anche per i più ampi controlli supplementari che la Cina intende imporre lungo le catene di approvvigionamento globali. Una questione, questa, che sarà portata all'ordine del giorno durante il vertice dei ministri finanziari del G7 in programma a Washington nel corso delle assemblee di Fondo monetario internazionale e Banca Mondiale.
La guerra commerciale si sposta sulle infrastrutture del futuro
Le mosse di Pechino sulle terre rare, elementi fondamentali per la produzione di tecnologie verdi e dispositivi digitali, rappresentano soltanto uno dei fronti di una contesa economica e tecnologica sempre più accesa. A questa si aggiungono, creando un quadro complessivo di forte attrito, la minaccia lanciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump di applicare dazi del 100% su tutte le merci importate dalla Cina a partire dal prossimo novembre e la decisione delle autorità olandesi di commissariare Nexperia, un'operazione che rientra in una più ampia strategia di protezione degli asset strategici. Si delinea, in tal modo, una fase nuova e potenzialmente più conflittuale del confronto globale, dove le esigenze della sicurezza nazionale e tecnologica si intrecciano in modo inedito con quelle della competizione economica.
Le reazioni dei mercati e la ricerca di una via di dialogo
I mercati finanziari mondiali hanno registrato una significativa volatilità in risposta a questi sviluppi, con l'indice Hang Seng che ha mostrato particolari segni di nervosismo, perdendo quasi un otto percento rispetto ai massimi toccati pochi giorni fa. Nel tentativo di placare gli animi e contenere le ripercussioni, durante lo scorso fine settimana le parti in causa hanno cercato di trasmettere rassicurazioni, evidenziando la persistente cooperazione tra i team negoziali e la possibilità concreta di giungere a un'intesa. Tuttavia, le posizioni restano distanti, come dimostrato dall'appello pubblico del ministro del commercio cinese Wang Wentao, il quale ha esortato gli Stati Uniti a "correggere le loro pratiche errate" e a privilegiare il canale del dialogo e della consultazione.
Una tensione che condiziona gli equilibri globali
A distanza di mesi dalle iniziali schermaglie tariffarie, la tensione commerciale tra Washington e Pechino torna dunque a esercitare una pesante influenza sugli equilibri economici internazionali. La minaccia di Trump, che ha riacceso i riflettori sul rischio di un conflitto commerciale su vasta scala, ha impresso una brusca accelerazione a dinamiche già in atto, spingendo gli altri attori globali, l'Unione europea in primis, a prendere posizione e a definire le proprie strategie in uno scenario in rapida evoluzione, dove il controllo delle risorse e delle tecnologie chiave diventa sempre più un elemento di sovranità e potere.




