Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Luna Rossa, i test a Balocco per la serie limitata da 140 kg di deportanza
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Il rombo del V6 biturbo ha vibrato nuovamente tra le curve del Proving Ground di Balocco, il circuito che dal lontano 1962 funge da laboratorio a cielo aperto per le vetture più estreme del Biscione.
L’occasione di queste ultime sessioni – concluse nelle scorse ore – era la messa a punto definitiva della Giulia Quadrifoglio Luna Rossa, una serie speciale nata dalla partnership tra il costruttore milanese e il team velico che si prepara alla 38ª America’s Cup. motorbox +3
A differenza di quanto si possa pensare per una semplice operazione di marketing, questa berlina rappresenta un’autentica dichiarazione d’intenti tecnici, considerato il carico aerodinamico che è in grado di generare. hdmotori +3
L’efficienza aerodinamica come cifra stilistica e funzionale
Ciò che rende unica questa vettura – prodotta in soli dieci esemplari già tutti venduti molto prima del debutto ufficiale – è il suo approccio radicale alla gestione dei flussi d’aria.
Ingegneri e artigiani hanno sviluppato un kit completo in fibra di carbonio a bassa resistenza, composto da appendici anteriori, minigonne laterali specifiche e una vistosa ala posteriore a doppio profilo.
Non si tratta di un orpello estetico, bensì di un sistema che, secondo i dati dichiarati, moltiplica per cinque il carico verticale rispetto alla Quadrifoglio standard. clubalfa +3
Il risultato più eclatante, certificato durante le prove dinamiche, è il picco di 140 chilogrammi di deportanza raggiunti alla velocità di 300 km/h, un valore che tiene la berlina incollata all’asfalto anche nei curvoni veloci del tracciato vercellese. newsauto +3
Dal mare di Cagliari all’asfalto di Balocco
Questa serie limitata, sviluppata nell’ambito del programma BOTTEGAFUORISERIE, non nasce in officina ma quasi in mare. La genesi del progetto va ricercata nella collaborazione con Luna Rossa Prada Pirelli, tanto che la vettura era già apparsa in tutta la sua scenografia durante la Preliminary Regata nel Golfo degli Angeli a Cagliari.
In quell’occasione, mentre gli AC40 solcavano le acque, la berlina del Biscione esponeva già i suoi tratti distintivi: dalla vernice cangiante ispirata allo scafo dell’AC75 fino ai dettagli rossi che rivestono i loghi. motorbox +3
La trasposizione della filosofia della vela nell’automotive è evidente anche nell’abitacolo, dove i sedili Sparco riprendono le texture dei dispositivi di galleggiamento dell’equipaggio, mentre la plancia è impreziosita da inserti realizzati con materiali provenienti da vere vele da regata. motorbox +3
Un’operazione di nicchia dal peso industriale specifico
Guardando ai numeri di produzione, viene naturale chiedersi quale sia il senso di uno sviluppo così complesso per appena dieci unità. La risposta – tipica delle strategie dei marchi premium – risiede nel valore dell’esclusività.
Ogni esemplare è già stato assegnato, un risultato che testimonia la capacità di Alfa Romeo di creare desiderio attraverso la rarità. Durante i test di Balocco, gli ingegneri hanno potuto affinare la messa a punto di sospensioni e sterzo per gestire l’incremento di prestazioni. Se sotto il cofano batte ancora il cuore del 2. newsauto +3
9 V6 da 520 cavalli (abbinato al differenziale autobloccante meccanico e allo scarico Akrapovic), è però nel sottoscocca che si gioca la partita più importante per garantire stabilità e precisione di guida in un contesto simile. La pista diventa quindi l’unico luogo dove la promessa di 140 kg di deportanza si trasforma in percezione fisica per il pilota, un passaggio obbligato per certificare il DNA del marchio. newsauto +3




