MV Agusta, cassa integrazione prorogata e caccia a un partner: la produzione resta ferma

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La MV Agusta, storico marchio motociclistico di Schiranna, attraversa una delle fasi più complesse della sua lunga storia. La produzione nello stabilimento varesino è ferma da aprile, i 184 lavoratori sono in contratto di solidarietà prorogato fino al 31 dicembre e la ricapitalizzazione da 35 milioni di euro promessa dall'azionista entro giugno non è mai stata versata. È quanto emerge dalle dichiarazioni dei sindacati e dalla nota diffusa dall'azienda l'11 settembre, con cui la proprietà ha rotto un silenzio durato mesi.

La rottura con Ktm e il ritorno all'indipendenza

Per comprendere l'attuale situazione finanziaria occorre ripercorrere le tappe societarie degli ultimi anni. Nel 2023 il gruppo austriaco Pierer Mobility, tramite Ktm, aveva acquisito il 50,1% di MV Agusta, avviando un processo di integrazione industriale che aveva portato la Casa di Schiranna a registrare ricavi per 133 milioni di euro e un Ebit positivo di 11 milioni nel 2023, seguiti da 88 milioni di ricavi e 9 milioni di Ebit nel 2024.

Il crollo del gruppo austriaco, culminato nella procedura di insolvenza con debiti per circa 1,2 miliardi di euro, ha costretto Ktm a restituire la partecipazione alla holding Art of Mobility, controllata dalla famiglia Sardarov, che ha così riacquisito il 100% del capitale nel 2025. Da allora le vendite hanno subito una contrazione del 54,3% e l'azienda è tornata in perdita.

Il nodo della composizione negoziata

Il comunicato diffuso dalla MV Agusta conferma l'accesso alla Composizione Negoziata della Crisi, lo strumento previsto dall'ordinamento italiano per le imprese che versano in una condizione di squilibrio patrimoniale, economico o finanziario ma conservano concrete prospettive di risanamento. La procedura consente all'azienda di negoziare con creditori, fornitori e banche sotto la supervisione di un esperto indipendente, cercando un accordo che scongiuri il fallimento.

L'udienza presso il tribunale di Varese per la conferma, la revoca o la modifica delle misure protettive è fissata per il 25 novembre. Secondo Giorgio La Rosa della Fiom Cgil di Varese, il ricorso alla composizione negoziata serve innanzitutto a mettere l'azienda al riparo dalle pretese dei creditori, in particolare Ktm e i fornitori rimasti insoluti.

Trattative aperte e scenari incerti

Parallelamente al percorso giudiziario, Art of Mobility ha avviato una serie di interlocuzioni per cedere una quota della proprietà a un partner industriale o finanziario. Il comunicato aziendale parla di opportunità approfondite e poi giudicate non percorribili, altre ritenute prive dei necessari requisiti di concretezza e affidabilità, mentre ulteriori scenari restano in valutazione.

Il nome circolato con maggiore insistenza nelle ultime settimane è quello del costruttore cinese CFMoto, che secondo diverse fonti avrebbe negoziato l'ingresso nel capitale con una quota del 49%, accompagnato da un investimento pluriennale destinato a finanziare la ristrutturazione. Un memorandum d'intesa sarebbe stato discusso nel giugno 2026, ma il confronto si sarebbe interrotto per la distanza tra le parti sulle condizioni economiche dell'operazione.

MV Agusta non ha confermato né smentito il dossier, limitandosi a riconoscere che almeno una parte delle trattative non ha prodotto un accordo.

Produzione ferma e rete commerciale in sofferenza

Lo stabilimento di Schiranna non assembla moto nuove da aprile, secondo i sindacati a causa della mancanza di liquidità per pagare i fornitori e delle difficoltà nella catena di approvvigionamento. Marinela Cozma della Uil ha precisato che nel mese di settembre i dipendenti lavoreranno solamente quattro o cinque giorni, una situazione definita insostenibile. I concessionari tedeschi, austriaci e svizzeri segnalano scarsità di motociclette nuove e ritardi nella fornitura dei ricambi.

La produzione riprenderà, secondo alcune indiscrezioni, non prima di ottobre, ma dall'azienda non è arrivata alcuna conferma ufficiale. Fabio Dell'Angelo, segretario generale della Uil di Varese, ha sintetizzato la situazione con una frase riportata dal quotidiano Il Giorno: le maestranze realizzano un prodotto che ha ancora mercato, ma l'azienda non dispone dei fondi necessari per mandare avanti l'attività.

Il paradosso delle immatricolazioni in crescita

Esiste tuttavia un dato che contrasta con il quadro industriale. Nel primo semestre del 2026 MV Agusta ha registrato 2.166 immatricolazioni retail a livello globale, in aumento del 3,4% rispetto alle 2.094 unità dello stesso periodo del 2025. L'Italia, primo mercato del marchio, è passata da 500 a 644 motociclette, con una crescita del 28,8%; la Francia ha segnato un incremento del 42,3% e gli Stati Uniti del 24,2%.

Si tratta di immatricolazioni che riflettono le consegne ai clienti finali, attingendo anche dalle scorte della rete commerciale, non di moto appena uscite dalle linee di produzione. La proprietà ha commentato questi numeri sostenendo che confermano la solidità della domanda e il valore industriale e commerciale del marchio, pur non eliminando le difficoltà operative e finanziarie della fase attuale.

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