Kiev conferma l'uso del missile «Flamingo» mentre il fronte orientale cede
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Redazione Esteri
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Mentre le forze russe, approfittando delle avverse condizioni meteorologiche, consolidano una pericolosa penetrazione in profondità nella zona di Pokrovsk, dove si stima siano schierati oltre trecento dei loro militari, Kiev ha ufficialmente confermato l'impiego del missile a lungo raggio «Flamingo» in una serie di attacchi notturni condotti contro infrastrutture militari in Crimea, nella regione di Zaporizhzhia e sul territorio russo. La battaglia in corso nell'Ucraina orientale, che rappresenta uno snodo cruciale per le sorti dell'intero Donbass, vede dunque un duello asimmetrico, con operazioni di profondità ucraine che tentano di controbilanciare la pressione tattica russa sul terreno.
La proposta di von der Leyen sugli asset russi
In un contesto internazionale che cerca soluzioni per sostenere la resistenza ucraina, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha delineato una proposta operativa per l'utilizzo degli asset russi congelati. "Diamo un prestito all'Ucraina, che l'Ucraina restituisce se la Russia paga le riparazioni", ha affermato, definendo questa la soluzione più efficace per sostenere la difesa e l'economia del paese aggredito, un meccanismo che, nelle sue intenzioni, dovrebbe trasmettere a Mosca un segnale inequivocabile sulla determinazione europea. Von der Leyen, che ha accusato il Cremlino di voler "usare l'inverno come arma" tentando di "congelare l'Ucraina fino a sottometterla", ha assicurato che l'Europa continuerà a rafforzare la resilienza energetica di Kiev, stabilizzando la rete con esportazioni di elettricità e proteggendo le infrastrutture critiche con nuove attrezzature anti-drone.
Le ombre della corruzione a Kiev
Sul fronte interno, intanto, il governo ucraino è costretto a confrontarsi con un nuovo scandalo di corruzione, che ha investito in particolare il settore energetico, dove si sarebbero verificate gravi appropriazioni indebite. L'episodio ha portato all'immediata reazione del presidente Volodymyr Zelensky, il quale ha rimosso dall'incarico i ministri della Giustizia e dell'Energia, annunciando nel contempo sanzioni amministrative contro altre due persone coinvolte nell'inchiesta. Una mossa che, se da un lato dimostra l'attivismo delle autorità investigative, dall'altro getta un'ombra sull'apparato statale in un momento di massima pressione bellica.
Le mosse diplomatiche di Londra
Sullo scacchiere diplomatico, mentre si combatte a Pokrovsk, emergono indiscrezioni su un tentativo, portato avanti da Londra negli ultimi giorni, di riaprire un canale di dialogo informale con il Cremlino. Questa iniziativa, della quale non sono stati resi noti i contenuti specifici, si scontra con la ferma posizione di von der Leyen, la quale ha ribadito la volontà di dimostrare che, se necessario, l'Occidente è disposto a sostenere l'Ucraina "per il lungo periodo", un elemento che configura uno scenario di logoramento per Mosca.




