Exor, De Boer: l'impegno in Ferrari resta solido nonostante la cessione
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Redazione Economia
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Nonostante la recente operazione di collocamento di una parte del pacchetto azionario, l'impegno di Exor in Ferrari "è forte come non mai". A ribadire la posizione della holding della famiglia Agnelli è stato il chief financial officer Guido De Boer, nel corso della consueta conference call con gli analisti per commentare i risultati del primo semestre. Quella di ridurre la partecipazione, ha spiegato il manager, non è stata una mossa dettata da un minore interesse verso la Casa di Maranello, bensì una "decisione strategica" finalizzata a "diminuire la concentrazione del portafoglio". Un aggiustamento tecnico, quindi, che non intacca la visione di lungo periodo. "Siamo estremamente felici", ha aggiunto De Boer, "che Ferrari sia ancora una parte significativa del nostro portafoglio".
I dati di bilancio diffusi ieri testimoniano un semestre complesso per la società guidata da John Elkann. Exor ha chiuso i primi sei mesi del 2025 con una perdita di 624 milioni di euro, un dato che segna un netto dietrofront rispetto all'utile record da 14,7 miliardi registrato nello stesso periodo del 2024. Questo ribaltamento, tuttavia, è in larga parte attribuibile a circostanze eccezionali e non operative, legate alle valutazioni di bilancio, che avevano gonfiato il risultato dell'anno precedente. Ciò che emerge con forza è, piuttosto, la solidità finanziaria della holding.
Grazie a una serie di monetizzazioni di asset, tra cui proprio il parziale disinvestimento in Ferrari e l'incasso di consistenti dividendi, Exor ha infatti accumulato una cassa di 4,1 miliardi di euro. Una riserva di liquidità che la società definisce "fondamentale" per poter sfruttare quelle che si preannunciano come "significative opportunità di investimento" nel prossimo futuro. La strategia, insomma, punta a una riallocazione delle risorse, mantenendo al contempo un legame privilegiato con i gioielli di sempre.




