Stellantis, l'ad Filosa: "L'impegno in Italia è solido, il problema sono le regole Ue"
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Redazione Economia
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In quella che costituisce la sua prima apparizione televisiva dall'insediamento, l'amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa ha voluto sgombrare il campo da ogni dubbio, asserendo con decisione che "l'impegno di Stellantis con l'Italia non è in discussione". Ospite di Bruno Vespa nella trasmissione "Cinque minuti", il manager, che guida il colosso automobilistico dal giugno scorso, ha delineato una posizione chiara, sebbene articolata, concentrandosi sia sulle potenzialità del territorio nazionale sia sui vincoli che, a suo dire, ostacolano la piena espressione del settore. Filosa ha infatti ribadito come per il gruppo l'Italia rappresenti un perno centrale del progetto strategico futuro, un orientamento che viene sostenuto, a suo dire, non da mere dichiarazioni di intenti ma da "fatti concreti" che ne stanno a dimostrare la volontà operativa.
Investimenti e rassicurazioni sul fronte interno
Uno degli aspetti più attentiamente valutati riguarda le ricadute occupazionali e industriali della strategia di Stellantis nel nostro paese, un tema che spesso ha generato apprensioni e che l'ad ha affrontato senza mezzi termini. Filosa ha espressamente smentito l'ipotesi di ridimensionamenti per le attività italiane, escludendo che siano previsti piani che comportino un calo degli organici o un ridotto impegno produttivo. Al contrario, ha richiamato l'attenzione sugli investimenti, che nell'arco di un solo anno ammonterebbero a due miliardi di euro, cifra che testimonierebbe la serietà degli impegni presi. Il dialogo con il governo, da quanto emerge dalle sue parole, procede in maniera costruttiva, affrontando anche questioni spinose come l'eccessivo costo dell'energia, se ne ha qualcuno dei quali rappresenta un freno alla competitività.
La critica al quadro normativo europeo
Se sul versante nazionale le assicurazioni sono nette, la prospettiva si capovolge quando si guarda a Bruxelles, dove Filosa individua il vero nodo critico per l'intera industria automobilistica del continente. Secondo la sua analisi, la concorrenza dei costruttori cinesi, per quanto agguerrita, non costituisce la minaccia primaria; il problema di fondo risiederebbe invece nelle "regolamentazioni che partono da Bruxelles", giudicate non realistiche e tali da indebolire il comparto. Queste norme, che andrebbero "urgentissimamente cambiate", rischiano di compromettere i punti di forza tradizionali del settore, ovvero il design, l'innovazione e la progettualità, per i quali l'Europa è storicamente riconosciuta. Una posizione, la sua, che anticipa un appuntamento cruciale in calendario per il 3 dicembre, quando la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen presenterà un pacchetto di misure sulla semplificazione del settore automotive.
Piani strategici tra Italia e Stati Uniti
La visione delineata da Filosa non si limita a una difesa dello status quo ma proietta l'azienda verso obiettivi di crescita ambiziosi, che coinvolgono non solo il mercato italiano ma anche quello statunitense, dove il gruppo intende consolidare la propria presenza. Pur senza scendere nel dettaglio di specifiche iniziative, l'ad ha confermato la volontà di portare avanti tutti gli impegni assunti, dipingendo un quadro in cui Stellantis dispone degli strumenti e delle capacità per riconquistare la leadership tecnologica che storicamente la caratterizzava, a patto che il contesto regolatorio europeo evolva in una direzione più favorevole. La sfida, dunque, si gioca su un doppio binario: da un lato la piena valorizzazione delle risorse e delle competenze italiane, dall'altro la necessità di un ripensamento delle politiche comunitarie che tenga conto delle esigenze competitive dell'industria.




