Stellantis, Filosa a Vespa: "Il problema non è la Cina, ma le regole irrealistiche dell'Europa"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   In un'intervista televisiva di notevole risonanza, la prima concessa nel suo nuovo ruolo, l'amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa ha delineato con chiarezza la posizione del colosso automobilistico di fronte a una sfida che considera cruciale per il futuro del settore. Ai microfoni di "Cinque Minuti", il programma condotto da Bruno Vespa, il manager ha articolato un messaggio tanto diretto quanto ponderato, spostando il focus del dibattito dalla concorrenza asiatica al quadro normativo continentale. "Il problema non sono i costruttori cinesi", ha affermato Filosa, "ma le regole irrealistiche imposte dall'Unione Europea". Una dichiarazione che, mentre l'Europa riflette su una possibile revisione anticipata dello stop ai motori termici previsto per il 2035, suona come un monito preciso e un invito a ripensare i tempi e i modi della transizione ecologica, affinché questa avvenga all'insegna di una reale neutralità tecnologica.

Un impegno per l'Italia tra investimenti e acquisti

Nel corso del suo intervento, Filosa ha voluto ribadire con forza il radicamento produttivo del gruppo in Italia, accompagnando le parole con cifre che testimoniano un impegno economico di grande portata. Sono stati confermati, infatti, investimenti per due miliardi di euro destinati a rilanciare gli stabilimenti nazionali nel giro di un solo anno, un piano industriale che si intreccia con un volume d'acquisto di componenti dai fornitori italiani che raggiunge la cifra di sei miliardi. Queste risorse, che si inseriscono nella strategia delineata nel piano presentato in precedenza, mirano a consolidare il ruolo del Paese all'interno della complessa geografia aziendale di Stellantis, scongiurando qualsiasi ipotesi di ridimensionamento e anzi potenziando la capacità produttiva e l'innovazione tecnologica sul territorio.

L'appello per una revisione delle norme Ue

La robustezza degli investimenti annunciati non offusca, tuttavia, la preoccupazione per un contesto europeo giudicato poco favorevole. L'appello lanciato da Filosa alle istituzioni di Bruxelles si basa su quattro punti cardine, sebbene non esplicitati in dettaglio, che ruotano attorno all'urgenza di una revisione generale dell'impostazione regolatoria. La richiesta, che si unisce a un coro di voci sempre più ampio proveniente dal mondo dell'industria e della politica, è quella di abbandonare un approccio eccessivamente rigido e di adottare invece un percorso più flessibile, il quale, pur mantenendo fermi gli obiettivi ambientali, permetta di valutare diverse soluzioni tecnologiche senza preclusioni di principio. Si tratta di una posizione che guarda alla sostenibilità come a un traguardo raggiungibile attraverso molteplici strade, e non mediante un'unica direttiva vincolante.

La competitività del sistema industriale europeo

Al centro della riflessione del numero uno di Stellantis vi è, in ultima analisi, la competitività dell'intera filiera automobilistica europea, la quale rischierebbe di essere compromessa da normative percepite come distanti dalla realtà produttiva e dalle esigenze del mercato. La possibilità che l'Ue riveda in anticipo il phase-out del 2035 per i veicoli con motore a combustione interna è vista come un segnale positivo, un primo passo per allineare le politiche ambientali con le concrete possibilità industriali. Filosa, pur senza entrare nel merito di giudizi su specifiche figure politiche, ha implicitamente lodato quegli approcci, come quello dell'amministrazione Trump, che pongono un accento maggiore sulla libertà di scelta tecnologica e sulla salvaguardia della capacità produttiva interna, indicandoli come elementi con cui l'Europa deve necessariamente fare i conti per non perdere terreno nello scenario globale.

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