Stellantis, Bruno: «Risultati confortanti su vendite ma restiamo prudenti. Target Ue su elettrico insostenibili»
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Redazione Economia
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Mentre dallo stabilimento di Melfi, in Basilicata, prendeva il via la produzione della Nuova Compass, la responsabile di Stellantis in Italia, Antonella Bruno, ha tracciato un bilancio delle performance commerciali del gruppo nel nostro Paese, delineando un quadro fatto di segnali positivi ma anche di una cautela che non viene meno. "Registriamo risultati confortanti", ha affermato Bruno, "anche se continuiamo a essere prudenti e a lavorare sordo per rafforzare questa tendenza positiva". A settembre, ha poi specificato, la crescita di Stellantis nelle autovetture è stata tre volte superiore a quella dell’intero mercato nazionale, con i suoi brand che hanno realizzato un incremento complessivo del 15,5% e una quota di mercato arrivata al 26,8%, in crescita di 2,7 punti percentuali rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Il vero ostacolo secondo il gruppo
Se i dati di vendita sembrano dunque confortare le strategie del colosso automobilistico, è verso Bruxelles che si indirizzano le preoccupazioni più profonde, quelle che riguardano il futuro stesso del settore. Il problema, secondo Stellantis, non risiede nella concorrenza cinese, spesso indicata come la minaccia principale, bensì nel quadro normativo europeo, giudicato troppo rigido e poco realistico. È questa la posizione che il ceo Antonio Filosa ha ribadito con forza durante la sua prima intervista televisiva da amministratore delegato, intervenendo al programma "Cinque Minuti" condotto da Bruno Vespa. Un messaggio diretto, il suo, che non ammette ambiguità: “Il problema non sono i costruttori cinesi, ma le regole irrealistiche imposte dall’Unione Europea”.
L'appello di Filosa per una revisione
Filosa, nel corso del suo intervento, ha colto l'occasione per lanciare un appello preciso alle istituzioni comunitarie, sollecitando una revisione generale degli obiettivi del Green Deal, alla luce del principio di neutralità tecnologica. L'apertura mostrata dall'Europa sulla possibile revisione anticipata dello stop ai motori termici previsto per il 2035 viene vista come un passo nella giusta direzione, una risposta a quel coro di voci – provenienti sia dalla politica che dall'industria – che da tempo chiedono un approccio più pragmatico. L’urgenza di un ripensamento, secondo il manager, si basa su quattro punti fondamentali, sebbene non siano stati esplicitati nel dettaglio durante la trasmissione.
Conferme per il piano in Italia
Nel quadro di questa strategia che guarda con attenzione alle decisioni di Bruxelles, Filosa ha voluto rassicurare sul ruolo dell'Italia all'interno del gruppo, assicurando che non è previsto alcun ridimensionamento e confermando gli impegni previsti dal piano presentato l'anno scorso. L'avvio della produzione del Suv Jeep a Melfi rappresenta, in questo senso, un segnale concreto di continuità operativa. L'azienda, del resto, sta accelerando i suoi investimenti negli stabilimenti nazionali, cercando di conciliare l'innovazione di prodotto con una visione critica verso quelle regole che giudica, nelle parole dei suoi vertici, "insostenibili" per il futuro dell'industria automobilistica europea.




