La nuova scure sulla città: indagini e arresti nel settore urbanistico milanese

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Milano, città simbolo di dinamismo e crescita, si ritrova ancora una volta al centro di un vortice giudiziario che scuote le fondamenta del suo settore urbanistico. Le indagini della procura, che da mesi scandagliano il mondo delle costruzioni e della pianificazione territoriale, hanno portato a nuovi sviluppi, con arresti e intercettazioni che gettano luce su un sistema di presunte tangenti e favoritismi. Tra i nomi emersi, spicca quello di Giovanni Oggioni, ex dirigente comunale e architetto, considerato dagli inquirenti il “grande manovratore” di una rete illecita che avrebbe agevolato costruttori in cambio di denaro e altri vantaggi. Oggioni, già vicepresidente della Commissione Paesaggio di Palazzo Marino, è agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione e depistaggio.

Non è il solo a finire nel mirino della giustizia. Paolo Mazzoleni, architetto di lungo corso e già presidente dell’Ordine degli Architetti di Milano, sarebbe indagato per la quarta volta in relazione a inchieste legate all’urbanistica. Le carte dell’inchiesta, che hanno portato ai domiciliari Oggioni, rivelano un intreccio di ruoli e interessi che sembrano andare ben oltre i confini della legalità. Mazzoleni, che in passato ha ricoperto incarichi di prestigio, tra cui la presidenza della Commissione Paesaggio, è ora chiamato a rispondere di presunti illeciti che minano la trasparenza delle decisioni urbanistiche.

Le intercettazioni telefoniche, parte integrante delle indagini, hanno portato alla luce dialoghi che lasciano poco spazio all’immaginazione. In una chat, l’avvocata Ada Lucia De Cesaris, ex assessora all’Urbanistica durante la giunta Pisapia, avrebbe suggerito la necessità di un “colloquio riservato” con la presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni. La conversazione, intercettata nel corso delle indagini, è avvenuta con Regina De Albertis, presidentessa di Assimprendil Ance, associazione che rappresenta le imprese edili. Sebbene nessuna delle due sia attualmente indagata, il contenuto della chat solleva interrogativi sulle pressioni esercitate per influenzare il corso delle indagini.

Il caso Oggioni, tuttavia, rappresenta forse l’esempio più emblematico di un sistema che sembra aver fatto della moltiplicazione dei ruoli una vera e propria arte. Franco Oggioni, 68 anni, è stato direttore dello Sportello Unico Edilizio del Comune di Milano, segretario dell’Ordine degli Architetti e vicepresidente della Commissione Paesaggio fino a pochi mesi fa. Nonostante il pensionamento, ha continuato a operare come consulente per Assimpredil, ricevendo 178 mila euro in tre anni, mentre si occupava di pratiche edilizie segnalategli. A completare il quadro, la figlia, architetta, assunta per 90 mila euro in quattro anni da «Abitare In spa», società immobiliare quotata in Borsa e anch’essa coinvolta nelle indagini.

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