Urbanistica milanese, Oggioni ai domiciliari per corruzione
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Redazione Interno
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Giovanni Oggioni, ex vice presidente della Commissione per il paesaggio del Comune di Milano, è stato posto agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta che scuote gli uffici urbanistici della città. Le accuse, che includono corruzione, falso e depistaggio, ruotano attorno a presunti favori concessi a costruttori e operatori immobiliari in cambio di agevolazioni nelle pratiche edilizie. Secondo gli investigatori, Oggioni avrebbe ricevuto utilità illecite da un’associazione di costruttori e da un operatore del real estate, sfruttando la sua posizione per influenzare l’esito di procedure legate al territorio.
Le indagini, che hanno portato alla luce un sistema di relazioni sotterranee, coinvolgono anche il cosiddetto “Salva Milano”, un provvedimento legislativo che, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe stato strumentalizzato per depotenziare le inchieste della procura. Nelle carte dell’inchiesta, il gip Mattia Fiorentini ha definito “palese” il tentativo di ottenere, attraverso contatti politici, una legge di “interpretazione autentica” che potesse favorire gli interessi degli indagati. Oggioni, in particolare, avrebbe rivendicato di aver scritto una bozza del provvedimento, affermando di averla consegnata a un esponente politico e di averla ricevuta inizialmente da Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.
Proprio Lupi, intervenuto sulla vicenda, ha respinto ogni accusa di opacità, sostenendo che il confronto con associazioni di categoria, imprenditori e cittadini sia una prassi normale per affrontare questioni complesse. “Non c’è nulla da nascondere, né nulla da svelare”, ha dichiarato, sottolineando che il “Salva Milano” non è stato redatto “sotto dettatura”. Tuttavia, le intercettazioni rivelano pressioni e tentativi di influenzare il corso delle indagini, con alcuni indagati che avrebbero cercato addirittura un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni




