Mario Calabresi sindaco a Milano, Albertini: «Tentato di votarlo»
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Redazione Interno
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Mario Calabresi sindaco a Milano potrebbe mettere il centrodestra «in enorme difficoltà», fino a spingere Gabriele Albertini a valutare persino il voto disgiunto. L’ex sindaco del capoluogo lombardo non nasconde il peso che attribuisce a un’eventuale candidatura del giornalista per il centrosinistra: «Se non dovesse convincermi il candidato scelto dal centrodestra, il voto disgiunto su di lui potrebbe tentarmi». Albertini arriva anche a formulare un pronostico netto, sostenendo che con Calabresi gli avversari politici potrebbero vincere al primo turno. Una valutazione che mette al centro il profilo civico e la capacità del possibile candidato di attrarre consensi anche fuori dall’area politica che potrebbe sostenerlo.
Albertini vede in Calabresi un candidato capace di spostare voti
Le parole di Albertini fotografano soprattutto la difficoltà che, secondo l’ex sindaco, il centrodestra incontrerebbe davanti a una candidatura di Mario Calabresi. «A noi serve un civico di buon livello», afferma, indicando implicitamente il tipo di figura che la sua area politica dovrebbe contrapporre al giornalista qualora il centrosinistra decidesse di puntare su di lui. Il giudizio arriva fino alla disponibilità personale a considerare un voto disgiunto, nel caso in cui il candidato scelto dal centrodestra non dovesse convincerlo. Albertini definisce pessimistica la propria previsione, ma resta esplicito sul possibile esito: con Calabresi in campo, a suo avviso, il centrosinistra avrebbe la possibilità di chiudere la partita già al primo turno.
Sul possibile ingresso di Calabresi nella corsa per Palazzo Marino interviene anche Alessandro Amadori, sondaggista, direttore scientifico di Yoodata e professore di Comunicazione politica alla Cattolica. Amadori definisce quella del giornalista una candidatura di peso, pur sottolineando il tema dell’assenza di esperienza. Nel descriverne il profilo richiama la reputazione, la storia personale e la vicenda familiare legata al padre Luigi Calabresi, il commissario ucciso da Lotta Continua nel 1972. Secondo il sondaggista, questi elementi hanno contribuito ad attribuire al possibile candidato un’immagine riconoscibile, che si aggiunge al percorso professionale maturato nel giornalismo.
Da Azione al Pd, le reazioni alla possibile candidatura di Calabresi
Il nome di Mario Calabresi ha già prodotto reazioni anche nell’area riformista. Giulia Pastorella, vicepresidente nazionale di Azione e capogruppo dei Riformisti in Comune, interviene dopo l’entusiasmo espresso dal leader Carlo Calenda per il possibile passo avanti del giornalista. Pastorella parla per ora di una potenziale discesa in campo e richiama il profilo di Calabresi come imprenditore e giornalista, oltre al valore simbolico che gli attribuisce rispetto alla lotta a determinati poteri che a Milano avrebbe un rilievo. Allo stesso tempo respinge l’idea di considerarlo automaticamente un candidato riconducibile ad Azione, definendo «ridicolo» sostenere che Mario sia «il nostro uomo».
Nel centrosinistra, intanto, la possibile candidatura ha aperto una partita che coinvolge anche i vertici nazionali. Da Roma a Milano è arrivato un invito alla prudenza sintetizzato in una sola parola: «Calma». Elly Schlein prende tempo mentre l’ipotesi Calabresi acquista spazio nel confronto sul futuro candidato sindaco. La scelta dell’ex direttore della Stampa e di Repubblica di lasciare il lavoro da giornalista in Chora Media e Will Media viene indicata come un primo passo trasparente verso una candidatura alle primarie del centrosinistra per la guida del capoluogo lombardo.
La prospettiva di Mario Calabresi candidato a sindaco si colloca quindi al centro di valutazioni che attraversano schieramenti diversi. Da una parte Albertini considera il suo nome abbastanza forte da mettere in difficoltà il centrodestra e da spingerlo personalmente a valutare il voto disgiunto; dall’altra Amadori ne evidenzia il peso e la reputazione, affiancandoli al limite rappresentato dalla mancanza di esperienza. Azione manifesta interesse senza rivendicarne l’appartenenza politica, mentre nel centrosinistra prevale per ora la cautela. La possibile partecipazione alle primarie resta così il passaggio attorno al quale si concentra il confronto politico milanese.
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