Funivia del Faito, salgono a 25 gli indagati: c'è anche il presidente dell'Eav De Gregorio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Procura di Torre Annunziata ha formalmente iscritto nel registro degli indagati altre 21 persone per il crollo della funivia del Faito, avvenuto il 17 aprile scorso, che causò la morte di quattro persone e lasciò un unico sopravvissuto. Ai quattro funzionari e dirigenti dell’Eav – l’ente che gestisce l’impianto – già raggiunti da un avviso di garanzia in vista dell’autopsia, si aggiungono ora nomi di rilievo, tra cui quello di Umberto De Gregorio, presidente e amministratore delegato della società, e Massimo Amitrano, il macchinista scampato alla tragedia.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Nunzio Fragliasso, punta a ricostruire le responsabilità legate alla sicurezza della funivia, con particolare attenzione alle fasi di progettazione, manutenzione e controllo. Gli inquirenti ipotizzano una serie di "condotte omissive" da parte di chi avrebbe dovuto garantire la regolarità dell’impianto, comprese le ispezioni e la vigilanza. Non a caso, l’indagine si sta concentrando sul sistema dei controlli, considerato cruciale per determinare le cause del cedimento strutturale.

De Gregorio, dal canto suo, ha dichiarato sul proprio profilo Facebook di avere "piena fiducia nella giustizia" e di essere pronto a collaborare. Tuttavia, la sua posizione, come quella degli altri indagati, resta in bilico mentre la procura prepara un incidente probatorio tecnico, ritenuto essenziale per acquisire elementi irripetibili.

Quello che emerge è un quadro in cui, oltre alle possibili negligenze individuali, potrebbe esserci stato un fallimento sistemico nella gestione della sicurezza. La funivia, che collega Castellammare di Stabia al monte Faito, era un’infrastruttura critica, e la tragedia ha riacceso il dibattito sui meccanismi di prevenzione dei rischi in impianti simili.

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