Primarie Lega a Milano, il duello Salvini-Sardone: oltre 10mila ai gazebo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Si sono chiuse con un'affluenza che il partito definisce "straordinaria" le primarie della Lega per la scelta del candidato sindaco a Milano, una due giorni di consultazione popolare che ha visto allestire 38 gazebo in città per sondare il polso dei milanesi in vista delle elezioni comunali del 2027. Secondo i dati diffusi dal Carroccio, sarebbero circa 10.000 le persone che hanno partecipato all'iniziativa, nonostante le temperature particolarmente elevate di questo fine settimana, contribuendo a delineare quella che potrebbe diventare la strategia del centrodestra per la successione a Giuseppe Sala. L'esito delle urne, per quanto ampiamente previsto, ha offerto un quadro piuttosto nitido delle preferenze degli elettori e dei temi che verranno portati al tavolo con gli alleati di coalizione.

I nomi che emergono con maggiore forza dalla consultazione sono quelli del segretario federale e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e della vicesegretaria Silvia Sardone, attuale europarlamentare e figura di spicco del partito a livello locale. Lo stesso Salvini, intervenendo a margine di un sopralluogo al cantiere della Caserma Montello, ha confermato di essere stato il più votato, sottolineando come "più di 5.000 persone abbiano scritto il mio nome" e definendo l'iniziativa "un bellissimo momento di ascolto e di democrazia".

Tuttavia, ha anche precisato che il suo impegno rimane prioritariamente quello di ministro, lasciando intendere che la corsa a Palazzo Marino potrebbe vedere protagonista un altro esponente del partito, e il nome su cui si sta concentrando l'attenzione è proprio quello di Silvia Sardone.

La rosa dei candidati e il confronto con gli alleati

Il segretario provinciale della Lega e consigliere comunale Samuele Piscina ha reso noti i risultati ufficiali delle primarie, specificando che, oltre a Salvini e Sardone, la consultazione ha raccolto anche altre indicazioni significative per la corsa a sindaco. Piscina ha citato tra i nomi più votati quelli di Alessandro Morelli, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e poi Alessandro Verri, Alessandro Spada, Paolo Del Debbio, Gabriele Albertini, Claudio Borghi e lo stesso Piscina.

L'obiettivo dichiarato dal segretario provinciale è quello di proporre questa rosa di nomi, "qualora i singoli candidati accettino", alla coalizione di centrodestra per arrivare a una scelta finale condivisa sul futuro sindaco di Milano, evitando di ripetere le lungaggini che hanno caratterizzato le scorse tornate elettorali.

La partita si gioca sui temi caldi della città

Al di là dei nomi, le primarie leghiste hanno rappresentato anche un momento per raccogliere le istanze e le priorità programmatiche dei cittadini, che sono emerse in modo piuttosto netto dalle schede compilate ai gazebo. Le questioni che sembrano pesare maggiormente sul giudizio dei milanesi riguardano la sicurezza, il costo della vita e il diritto alla casa, temi che il partito intende mettere al centro della sfida elettorale contro il centrosinistra.

Samuele Piscina ha parlato di un "atto d'accusa" nei confronti dell'amministrazione uscente, chiedendo interventi concreti come l'introduzione del taser per la polizia locale e una politica più incisiva per il recupero delle case popolari sfitte, in modo da arginare il problema degli affitti alle stelle che rischia di allontanare giovani e famiglie dalla città.

La via delle primarie di coalizione

L'iniziativa del Carroccio ha aperto il dibattito anche sul metodo con cui il centrodestra sceglierà il proprio candidato, con Silvia Sardone che ha accolto con favore l'idea di estendere le primarie all'intera coalizione. "Ci vorrebbero le primarie di coalizione. Se le facciamo e ovviamente il mio partito è d'accordo, io corro", ha dichiarato la vicesegretaria, lanciando un messaggio chiaro agli alleati di Forza Italia e Fratelli d'Italia.

Salvini, pur esprimendo la sua preferenza per Sardone, che "conosce e ama Milano", ha ribadito che la Lega non intende imporre alcun nome, ma offrire le sue idee e le sue risorse umane per costruire una proposta competitiva in grado di vincere le prossime elezioni e "mandare a casa il Pd", come ha dichiarato in più occasioni. La partita, ora, si sposta al tavolo dei coordinatori cittadini di coalizione, dove si deciderà se seguire la strada delle primarie aperte o trovare un'intesa sui nomi emersi dalla consultazione leghista.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.