Trump impone all’Europa di fare di più per la difesa e annuncia dazi sui farmaci
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Redazione Esteri
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Donald Trump, che oggi è il 47° presidente degli Stati Uniti dopo essere stato il 45°, ha ribadito con fermezza la necessità che i Paesi della Nato aumentino i propri investimenti militari, evitando di contare esclusivamente sul sostegno americano. "È più che giusto", ha sottolineato, ricordando come gli Stati Uniti abbiano storicamente garantito la sicurezza dell’Europa, intervenendo nelle due guerre mondiali e durante la Guerra fredda, quando la minaccia sovietica fu neutralizzata senza spargimento di sangue.
A margine di un evento a Pittsburgh, Trump ha annunciato l’introduzione di dazi sui farmaci importati negli Usa, probabilmente a partire dal primo agosto. Una misura che, come ha precisato, potrebbe presto estendersi anche ai semiconduttori, colpendo un settore già sotto pressione. Bloomberg ha riportato la notizia, evidenziando le possibili ripercussioni sul mercato globale.
Sul fronte ucraino, il presidente americano ha confermato l’invio di missili Patriot da parte della Germania, rispondendo alle richieste di Kyiv, da mesi sotto il fuoco russo. "Sto dalla parte dell’umanità e voglio finire questo bagno di sangue", ha dichiarato Trump, che aveva già promesso a Zelensky nuove forniture militari. I Patriot, sistemi avanzati di difesa missilistica, rappresentano una risposta cruciale contro i bombardamenti notturni russi, basati su droni e missili lanciati in gran numero.
A Mosca, intanto, il Cremlino valuta con cautela l’ultimatum lanciato da Trump, il quale ha minacciato dazi del 100% se la Russia non porrà fine alla guerra entro 50 giorni. Una mossa che, sebbene radicale, riflette la volontà dell’amministrazione americana di accelerare una soluzione al conflitto, senza però rinunciare a strumenti di pressione economica.




