Incidente a Suzuka per Doohan: colpa del DRS non chiuso, ma il pilota è illeso
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Redazione Sport
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Mentre il Gran Premio del Giappone si avvicina, con le Ferrari sotto i riflettori e Yuki Tsunoda pronto a debuttare con la Red Bull, la seconda sessione di prove libere a Suzuka è stata interrotta bruscamente a causa di un violento incidente che ha coinvolto Jack Doohan. L’australiano della Alpine, che aveva perso la FP1 per cedere il posto a Ryo Hirakawa, cercava di recuperare tempo quando, a soli otto minuti dall’inizio della sessione, la sua monoposto ha perso il controllo alla curva 1, schiantandosi contro le barriere a oltre 330 km/h.
Nonostante l’impatto devastante, che ha distrutto l’auto, Doohan è uscito dall’abitacolo senza gravi conseguenze, anche se la decelerazione improvvisa ha reso necessari i protocolli medici di routine. Le prime analisi tecniche indicano che l’incidente sarebbe stato causato da un errore del pilota: il sistema DRS, che riduce la resistenza aerodinamica per aumentare la velocità, sarebbe rimasto aperto in fase di frenata, privando il posteriore del necessario carico e rendendo la vettura ingovernabile.
Quello che potrebbe sembrare un banale errore umano nasconde però un retroscena inaspettato. Secondo fonti vicine al team, la manovra di tenere il DRS attivo in quella zona del circuito era stata sperimentata al simulatore come possibile "trucco" per guadagnare qualche decimo. Una scelta rischiosa, che Suzuka – con le sue curve ad alto carico laterale, come le celebri "S" iniziali e la 130R – ha punito senza mezze misure.




