Lo Spezia strappa un punto a Padova ma Donadoni vede il bicchiere mezzo pieno

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   L’Euganeo non sorride allo Spezia, ma almeno regala un sospiro di sollievo. La squadra di Roberto Donadoni, reduce da un periodo complicato e con la classifica che continua a proporre numeri preoccupanti, esce da Padova con un pareggio per 2-2 che ha il sapore della rimonta più che della beffa. Perché se è vero che i liguri erano passati in vantaggio per primi, è altrettanto vero che nel finale si sono trovati costretti a inseguire, riuscendo comunque a strappare un risultato che muove la classifica senza però risollevarla più di tanto. Il tecnico, nel post-gara, ha scelto di guardare al bicchiere mezzo pieno, elogiando la reazione dei suoi ragazzi dopo il momentaneo svantaggio, ma senza nascondere quei limiti – la gestione del vantaggio, la leggerezza in alcune fasi – che ormai accompagnano le aquile da diverse settimane.

La partita, valida per la ventottesima giornata del campionato di Serie B, aveva preso una piega favorevole per gli ospiti già al ventiquattresimo, quando Gabriele Artistico, il bomber di questa fase stagionale, aveva trovato l’ottava rete personale trasformando al volo un assist di Bonfanti. Un avvio, quello dello Spezia, che aveva messo in luce personalità e voglia di fare male, con un possesso palla ragionato e la frequenza con cui la squadra di Donadoni riusciva a presentarsi dalle parti di Sorrentino. Poi, però, è arrivata la reazione del Padova. Al trentanovesimo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la respinta non impeccabile di Radunovic ha permesso a Filippo Sgarbi di insaccare da distanza ravvicinata, ristabilendo la parità e cambiando l’inerzia emotiva del match. Un episodio che ha spento le certezze accumulatesi nello Spezia nei minuti precedenti.

L’altalena delle emozioni e la zampata decisiva nel finale

La ripresa ha confermato il copione di una gara combattuta e tatticamente maschia, con i ritmi che si sono mantenuti alti nonostante la stanchezza. Donadoni ha provato a mischiare le carte inserendo forze fresche a centrocampo, con Bandinelli e Romano subentrati per dare maggiore spinta, ma è stato il Padova a trovare il nuovo e insperato vantaggio. Al settantottesimo, Kevin Lasagna ha vinto un duello fisico con Mateju, presentandosi davanti a Radunovic e battendolo con un diagonale rasoterra che sembrava poter condannare lo Spezia all’ennesima sconfitta esterna. Quando la gara sembrava ormai compromessa e i tre punti destinati a restare in Veneto, ecco la reazione che Donadoni aveva chiesto. Al minuto ottantadue, sugli sviluppi di un corner, Giovanni Bonfanti – già protagonista in avvio con l’assist – ha staccato di testa con la determinazione di chi non vuole arrendersi, firmando il due a due definitivo e regalando un punto pesante più per il morale che per la classifica.

Lo Spezia, con questo punticino, conferma di essere una squadra capace di produrre gioco – i numeri dicono di un possesso palla medio superiore al cinquanta per cento anche in trasferta – ma al tempo stesso evidenzia una fragilità strutturale nel mantenere il vantaggio e nel gestire i momenti di pressione avversaria. Donadoni, in conferenza, ha sottolineato come i suoi ragazzi siano stati bravi a non mollare dopo il gol di Lasagna, riconoscendo però che alcune ingenuità difensive, come quella che ha portato alla seconda rete subita, rischiano di vanificare gli sforzi offensivi. La squadra, attesa ora da un altro impegno delicato, dovrà fare tesoro di questa reazione per trasformare i pareggi in vittorie, unico antidoto per uscire dalla zona rossa della classifica.

La cronaca di una notte amara e dolce allo stesso tempo

Sotto il profilo delle scelte tecniche, Donadoni ha confermato l’impianto con il tre cinque due, affidandosi alla coppia offensiva composta da Artistico e Vlahovic, con quest’ultimo poi sostituito nella ripresa. Proprio l’attacco resta il reparto più chiacchierato, con la prolungata assenza di elementi di peso come Lapadula che pesa sulle rotazioni e sulla profondità della rosa. Dall’altra parte, Matteo Andreoletti aveva impostato il suo Padova con un quattro quattro due propositivo, cercando di sfruttare le fasce e la fisicità di Lasagna, e la squadra ha risposto presente, meritando probabilmente qualcosa in più per quanto costruito nell’arco dei novanta minuti. Ma il calcio è fatto di episodi, e stavolta l’episodio ha sorriso agli ospiti.

Nel dopo partita, oltre ai commenti dell’allenatore, resta la fotografia di uno Spezia che non riesce a dare continuità ai propri risultati. La classifica vede i liguri ancora invischiati nella lotta per non retrocedere, a ridosso della zona playout, con una salvezza da conquistare sul campo e con le unghie. I tifosi, quelli che continuano a seguire la squadra in trasferta nonostante le delusioni, aspettano segnali più concreti di una risalita che tarda ad arrivare. Ma per stasera, a Padova, può bastare così: un punto guadagnato con i denti, dopo essere stati sotto, e la consapevolezza che in questa categoria nessuno regala nulla e che ogni piccola reazione va messa in cassaforte in vista del rush finale. Donadoni lo sa bene, e proprio per questo preferisce lodare la caparbietà dei suoi, evitando facili trionfalismi ma nemmeno lasciandosi andare a inutili piagnistei.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.