Roma, Euroma2 nel mirino: cinque banditi con picconi e fumogeni assaltano una gioielleria
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La coltre grigia e improvvisa, quella che si è levata tra i corridoi del centro commerciale Euroma2 poco dopo le dieci di mattina, non era certo il residuo di un incendio domestico o un guasto agli impianti di aerazione. Era invece il prologo studiato di un colpo messo a segno con una precisione quasi cinica, come dimostrano la dinamica e gli strumenti utilizzati dai rapinatori. Nel cuore del quartiere Eur, a Roma, lunedì 20 aprile – un giorno lavorativo come tanti, si badi bene – un gruppo di cinque individui a volo coperto ha fatto irruzione nella gioielleria “Di Valenza”, approfittando della bassa affluenza tipica delle prime ore di apertura. Non c’è stata esitazione, nei loro movimenti: armati di picconi ed estintori, hanno prima disorientato chi si trovava nei paraggi con un getto di polvere o gas (i dettagli tecnici del composto sono al vaglio) e poi hanno mandato in frantumi le vetrine.
Un assalto da meno di dieci minuti, la fuga con auto rubata
La rapidità, in questi casi, è spesso l’arma più efficace insieme alla violenza controllata. I banditi, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, hanno completato il raid in meno di dieci minuti: il tempo sufficiente per costringere le due commesse presenti a stendersi a terra (nessuna di loro, va detto, ha riportato conseguenze fisiche) e per frantumare cinque espositori. Martelli e mazze hanno fatto il resto, riducendo in schegge le teche di vetro blindato. A quel punto, mani rapide hanno raccolto oro, diamanti e orologi di prezzo, infilandoli in borse probabilmente preparate in precedenza. Poi la fuga, a bordo di un’auto che gli investigatori ritengono rubata, ben prima che le volanti della polizia potessero chiudere le vie d’accesso al centro commerciale.
Panico tra i primi clienti, la polizia analizza i filmati
Il centro commerciale, va ricordato, era aperto da meno di un quarto d’ora; i primi acquirenti passeggiavano tra le vetrine ancora in ordine, ignari di quanto stava per accadere. Poi le urla, la nebbia artificiale diffusa dai fumogeni – una cortina che ha reso difficile persino orientarsi per qualche secondo – e il suono secco dei colpi sui cristalli. Nessuno, tra i presenti, ha tentato di opporre resistenza: una scelta comprensibile, data la violenza dell’irruzione. I rapinatori, dopo aver immobilizzato il personale, non hanno avuto bisogno di prendere ostaggi né di barricarsi. Hanno semplicemente agito, saccheggiato e lasciato il posto, mescolandosi al panico prima che la polizia scientifica potesse mettere piede nella hall. Gli agenti stanno ora setacciando i filmati dei circuiti di videosorveglianza interni ed esterni, nella speranza di risalire ai movimenti del gruppo nelle ore precedenti al colpo.
Bottino ancora da quantificare, la procura apre un fascicolo
Il valore esatto del malloppo – si parla di gioielli in oro, diamanti e orologi di fascia alta – resta al momento un’incognita. I titolari della “Di Valenza” stanno collaborando con gli investigatori per redigere un inventario dettagliato di quanto sottratto, un’operazione resa complessa dalla frammentazione delle vetrine e dalla confusione generatasi subito dopo il colpo. La procura di Roma, intanto, ha aperto un fascicolo per rapina a mano armata aggravata in concorso. Nessuna ordinanza di fermo è stata ancora emessa, ma gli inquirenti non escludono che i cinque facciano parte di una banda specializzata nei cosiddetti “colpi lampo” ai danni di esercizi commerciali. Resta da capire, nelle prossime ore, se i fumiogeni utilizzati contenessero sostanze lacrimogene o fossero semplici dispositivi a densa emissione di vapore: un dettaglio, quest’ultimo, che potrebbe qualificare diversamente il reato. Per ora, la gioielleria rimane chiusa e transennata, mentre gli altri negozi di Euroma2 hanno ripreso regolarmente l’attività.




