Il dramma del bimbo di Napoli, il prof. Bottio: «L'errore? Aver espiantato prima dell'arrivo del nuovo cuore»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono cinquantasei giorni, ormai, che il piccolo Tommaso, nome di fantasia dietro cui si cerca di proteggere l'identità di un bambino di due anni e tre mesi, è costretto a lottare tra la vita e la morte in un letto dell'ospedale Monaldi di Napoli. La sua sopravvivenza, da quel maledetto 23 dicembre, è affidata a una macchina per la circolazione extraCorporea, un sistema che ne sostiene le funzioni vitali in attesa di un miracolo che tarda ad arrivare, mentre il fegato, i polmoni e i reni mostrano segni di cedimento. Accanto a lui, instancabile, c'è sempre mamma Patrizia, ma la speranza di riabbracciare il figlio fuori da quelle mura si fa di giorno in giorno più flebile, complice anche un parere medico arrivato dall'ospedale Bambino Gesù di Roma che, in netto contrasto con quanto sostenuto dai sanitari partenopei, esclude la possibilità di eseguire un secondo trapianto. Lo scontro tra i luminari, in questo clima di dolore e attesa, non fa che gettare ulteriore ombra su una vicenda già di per sé oscura e costellata di errori, omissioni e interrogativi inquietanti.

I due nodi dell'inchiesta: il kit di trasporto e la fornitura di ghiaccio «sbagliato»

Le indagini, condotte parallelamente dalle Procure di Napoli e di Bolzano, cercano di ricostruire l'esatta dinamica di quanto accaduto nelle concitate ore che precedettero l'intervento. Al centro del fascicolo aperto dalla magistratura partenopea, che ha già portato all'iscrizione nel registro degli indagati di sei persone tra chirurghi, medici e paramedici con l'ipotesi di reato di lesioni colpose gravissime, vi sarebbero due criticità principali. La prima riguarda il contenitore utilizzato per il trasporto del cuore: un comune box di plastica, non di ultima generazione e forse non completamente idoneo a mantenere la temperatura costante, partito da Napoli e poi sequestrato dai carabinieri del Nas. La seconda, forse ancora più grave, concerne la tipologia di ghiaccio impiegato per la conservazione dell'organo durante il viaggio dall'Alto Adige alla Campania. Secondo una prima ricostruzione, dall'ospedale San Maurizio di Bolzano sarebbe stato fornito ghiaccio secco, la cui temperatura si stabilizza intorno ai -80 gradi, invece del classico ghiaccio tradizionale che si attesta sugli zero gradi, e un errore del genere avrebbe di fatto ustionato e danneggiato in modo irreparabile le fibre del muscolo cardiaco.

Le conseguenze di una catena di errori e la posizione dell'equipe medica

L'utilizzo del ghiaccio secco, una circostanza anomalissima su cui gli inquirenti stanno facendo piena luce, avrebbe quindi provocato quelle che l'avvocato della famiglia ha definito «ustioni da freddo» sul cuoricino del donatore. E qui si inserisce un altro passaggio cruciale dell'intera vicenda: nonostante il cuore fosse palesemente compromesso, l'équipe napoletana decise comunque di procedere con il trapianto, espiantando il vecchio organo del bambino. Una scelta, quest'ultima, che appare a molti poco comprensibile, anche alla luce del fatto che il piccolo, prima dell'intervento, non era attaccato ad alcuna macchina e conduceva una vita relativamente normale per le sue condizioni. Ma è proprio su questo punto che interviene il professor Tomaso Bottio, stimato cardiochirurgo e direttore del reparto di Cardiochirurgia del Policlinico di Bari, il quale, forte della sua esperienza quotidiana in un settore dove i tempi sono sempre strettissimi, offre una lettura tecnica e forse obbligata di quanto accaduto in sala operatoria. Bottio, che proprio in questi giorni ha dimesso un paziente spagnolo giunto in condizioni disperate e trapiantato con successo a novembre dopo essere stato rifiutato a Roma, individua l'errore a monte di tutto: «L'errore? Aver espiantato prima dell'arrivo del nuovo cuore». Una volta rimosso il cuore malato del piccolo ricevente, infatti, non c'era più alcuna possibilità di tornare indietro, e i chirurghi si sono trovati nella condizione di dover impiantare un organo danneggiato per evitare che il bambino morisse dissanguato sul tavolo operatorio. Una circostanza, questa, che sposta inevitabilmente il baricentro delle responsabilità dalla sala operatoria di Napoli alla fase di prelievo e conservazione dell'organo a Bolzano, dove qualcosa, evidentemente, non ha funzionato secondo i protocolli.

L'attesa spasmodica di un nuovo cuore e il parere del Bambino Gesù

Nel frattempo, al Monaldi si susseguono gli esami clinici e le riunioni dell'Heart Team, il pool di esperti chiamato a valutare ogni possibile opzione terapeutica, e nonostante il quadro di «grave criticità» i medici napoletani continuano a ritenere il piccolo idoneo a permanere in lista d'attesa per un nuovo trapianto, in aperto contrasto con il parere formulato dai colleghi del Bambino Gesù di Roma che lo avevano dichiarato «non più trapiantabile». Una discrasia valutativa che getta la famiglia in uno stato di angoscia ancora più profonda, acuita dalla consapevolezza che il tempo a disposizione è sempre meno. E mentre i legali dei genitori chiedono l'accesso agli atti e valutano ulteriori querele, la macchina della giustizia procede, sebbene il pm abbia per ora giudicato prematura l'istanza di incidente probatorio per congelare le prove. L'Azienda sanitaria di Bolzano, da parte sua, ha fatto sapere di collaborare strettamente con le autorità, stringendosi in un riserbo che sa tanto di imbarazzo. Quello che è certo, al di là delle inchieste e dei distinguo tra i sanitari, è che un bambino di due anni sta pagando un prezzo altissimo per una catena di errori umani che forse potevano e dovevano essere evitati, e la sua unica speranza, oggi, è racchiusa nella possibilità che un nuovo cuore compatibile si renda disponibile in tempo utile per tentare un secondo, difficilissimo intervento.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.