Il cuore danneggiato trapiantato al bimbo di Napoli, sequestrato il contenitore per il trasporto e ora è scontro sul nuovo intervento

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il dispositivo, un box termico progettato per il mantenimento degli organi a temperature costanti e controllate, è stato posto sotto sequestro dai carabinieri del Nas di Napoli, che hanno agito su delega della procura. Si tratta di un elemento centrale nell’inchiesta, un reperto fondamentale sul quale i consulenti tecnici, che verranno nominati a breve dagli inquirenti, dovranno esprimersi per stabilire cause e responsabilità del danno riportato dal cuore, un danno che ha portato alla grave compromissione dell’organo e, di conseguenza, alla drammatica situazione clinica del bambino di due anni e quattro mesi, attualmente in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Monaldi -3-6. La Procura di Napoli, che ha già iscritto nel registro degli indagati sei sanitari con l'ipotesi di reato di lesioni colpose gravissime, punta a ricostruire l'intera catena degli eventi, dal prelievo dell'organo a Bolzano, avvenuto lo scorso 23 dicembre, fino al trapianto nel capoluogo campano -1-2.

Il ghiaccio secco e l'ipotesi del danno da freddo

Le indagini, che vedono al lavoro i militari del Nas coordinati dalla sezione specializzata in colpe mediche, si concentrano sulle modalità di conservazione del cuore durante il trasporto dall'Alto Adige alla Campania. Secondo quanto ricostruito, l'organo sarebbe stato posto a contatto con ghiaccio secco, un elemento refrigerante che raggiunge temperature di molto inferiori allo zero, anziché con il ghiesso cosiddetto "tradizionale" che garantisce un range termico tra zero e quattro gradi, l'unico adatto a preservare la vitalità dei tessuti -3-4. Il legale della famiglia, l'avvocato Francesco Petruzzi, ha parlato di un cuore letteralmente “congelato” e danneggiato da vere e proprie ustioni da freddo, una circostanza che solleva interrogativi non solo sulla preparazione del contenitore ma anche sui controlli che avrebbero dovuto precedere l'impianto: una volta asportato il cuore malato del piccolo ricevente, infatti, i medici si sono trovati costretti a procedere con l'innesto di un organo ormai compromesso, non essendo più possibile tornare indietro -3-7.

La richiesta di incidente probatorio e il parere del Bambino Gesù

La famiglia del bambino, assistita dall'avvocato Petruzzi, ha integrato la querela e attende ora di incontrare il magistrato per formalizzare una richiesta di incidente probatorio. L'obiettivo è quello di blindare gli atti, in particolare le cartelle cliniche, la documentazione medica e i verbali dell'equipe che sta valutando le condizioni del piccolo, affinché diventino prova in un futuro dibattimento, scongiurando il rischio che possano essere degradati o dispersi nell'ambito delle indagini preliminari -2. Centrale, in questo frangente, è anche il parere richiesto all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, un consulto che la famiglia ha sollecitato per avere una valutazione terza e autorevole sulle possibilità di sopravvivenza del bambino e sulla sua effettiva trapiantabilità. Un parere che, secondo quanto dichiarato dall'avvocato Petruzzi, sarebbe già arrivato e sarebbe drammaticamente negativo: il Bambino Gesù avrebbe espresso un giudizio di non trapiantabilità, spegnendo gran parte delle speranze -5-8.

Il contrasto tra i medici e la posizione della direzione ospedaliera

A rendere la vicenda ancora più complessa e dolorosa, però, è il netto contrasto emerso tra il responso del nosocomio romano e la posizione dei sanitari del Monaldi. Il medico che ha eseguito il primo intervento, infatti, si sarebbe opposto con decisione al parere del Bambino Gesù, sostenendo che il bambino sia ancora trapiantabile e, di conseguenza, mantenendolo in lista d'attesa per un nuovo organo -2-5. Una presa di posizione che ha gettato nello sconforto la famiglia e che ha spinto il legale a denunciare quella che ha definito una "vicenda molto strana", sottolineando come l'intenzione della struttura napoletana sarebbe quella di rioperare il piccolo, eventualmente con il supporto di una equipe del Bambino Gesù, ma con lo stesso chirurgo che lo ha già operato, un professionista che si presume sia tra gli indagati -5. Il ministero della Salute, nel frattempo, ha disposto l'invio di ispettori sia all'ospedale San Maurizio di Bolzano, dove è avvenuto il prelievo, sia al Monaldi di Napoli, per fare piena luce su una vicenda che ha sconvolto l'opinione pubblica e gettato un'ombra pesantissima sul sistema dei trapianti, mentre il governatore della Campania, Roberto Fico, ha attivato i poteri ispettivi della regione -2-9. La procura, dal canto suo, continua a lavorare per accertare eventuali negligenze e omissioni, cercando di capire se l'equipe ricevente, che aveva il dovere di vigilare, potesse o dovesse accorgersi delle non corrette procedure di refrigerazione prima di procedere all'espianto del cuore malato del piccolo paziente -3.

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