Mette-Marit, l’incubo della Festa Nazionale: ossigeno e silenzi mentre la figlia festeggia dall’altra parte del mondo
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Redazione Esteri
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La Festa Nazionale norvegese, che da tradizione rappresenta un rituale di gioia collettiva e di vicinanza tra la monarchia e i sudditi, si è trasformata quest’anno in un palcoscenico impietoso delle fragilità che attanagliano la Casa Reale. Se da un lato le celebrazioni del 17 maggio impongono sorrisi di circostanza e partecipazione istituzionale, dall’altro hanno consegnato al Paese l’immagine cruda di una futura regina consorte, Mette-Marit, letteralmente stremata e costretta a fare i conti con una fibrosi polmonare che non lascia tregua.
La ricomparsa pubblica della principessa cinquantaduenne, avvenuta durante la tradizionale parata a Skaugum insieme al marito Haakon e al figlio Sverre Magnus, ha immediatamente riacceso i riflettori sulla sua precarietà fisica: a colpire l’opinione pubblica è stata la presenza di una cannula nasale per l’ossigeno supplementare, un accessorio che ormai accompagna i suoi impegni ufficiali e che testimonia la degenerazione di una malattia diagnosticata nel lontano 2018.
L’allarme del principe Haakon
A rompere il silenzio – fino a quel momento carico di una riservatezza tipicamente nordica – ci ha pensato direttamente il principe ereditario Haakon, il quale, rivolgendosi ai giornalisti, ha abbandonato ogni diplomatico ottimismo per descrivere la realtà dei fatti. «La principessa ereditaria è gravemente malata», ha dichiarato il cinquantaduenne, confessando di aver notato «un significativo peggioramento delle sue condizioni negli ultimi tempi».
Parole che, seppur misurate, hanno gettato nello sconforto chi segue le vicende della famiglia reale: l’utilizzo dell’ossigeno, infatti, è divenuto un appuntamento quotidiano per Mette-Marit, una necessità che il principe stesso ha definito «non una soluzione del tutto soddisfacente».
Lo scenario clinico – aggravato da una forma rara e incurabile di patologia polmonare che cicatrizza progressivamente i tessuti – appare dunque in una fase critica, tanto che già lo scorso dicembre Palazzo aveva ventilato l’ipotesi, sempre più concreta, di un trapianto di polmone per alleviare le sofferenze respiratorie della principessa.
Uno scandalo senza precedenti
Se la debolezza fisica è sotto gli occhi di tutti, a complicare ulteriormente il clima interno alla corte norvegese contribuisce una bufera giudiziaria che mina le fondamenta stesse del consenso monarchico. La Festa Nazionale, insomma, ha coinciso con l’esplosione definitiva di uno scandalo legato ai documenti resi pubblici nei mesi scorsi, dai quali emergerebbero i frequenti contatti intrattenuti da Mette-Marit con Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense morto suicida in carcere dopo essere stato condannato per reati sessuali.
Un’amicizia, quella tra la principessa e il miliardario, risalente a un periodo compreso tra il 2011 e il 2014, la cui emersione ha scosso profondamente l’opinione pubblica, gettando un’ombra inquietante sulla figura della futura regina. A peggiorare il quadro, poi, si aggiungono le vicende giudiziarie del figliastro Marius Borg Hoiby, nato da una relazione precedente della principessa, attualmente sotto processo per accuse di stupro che lui ha sempre negato; la sentenza è attesa per il prossimo 15 giugno, un’altra scadenza che grava come un macigno su una situazione familiare già esplosiva.
La festa a distanza di Ingrid Alexandra
Mentre Mette-Marit affrontava la parata con il respiro assistito dall’ossigeno e il marito Haakon tentava di mantenere una parvenza di normalità, a rendere la giornata del 17 maggio ancora più anomala ci ha pensato l’assenza fisica della principessa Ingrid Alexandra. La giovane erede al trono, ventiduenne, ha infatti scelto (o è stata costretta dalle circostanze) di rimanere a Sydney, in Australia, dove sta proseguendo i suoi studi universitari in relazioni internazionali ed economia politica.
Un’assenza che i tabloid non hanno tardato a definire “storica”, visto che si tratta della prima Festa Nazionale che Ingrid Alexandra trascorre lontana dalla famiglia e dal balcone del Palazzo Reale.
La principessa ha comunque voluto partecipare alle celebrazioni organizzate in suo onore dalla comunità norvegese in Australia, indossando con orgoglio il tradizionale bunad (il costume tipico) e registrando un messaggio video nel quale, tra un «pizzico di nostalgia» e l’augurio ai connazionali, ha dimostrato una maturità e una tenacia che ne fanno ormai un punto di riferimento solido per la monarchia del futuro.
Se il futuro di Mette-Marit appare sempre più segnato dalla malattia e dalla tempesta giudiziaria, quello della figlia sembra invece già proiettato verso un domani in cui sarà chiamata a raccogliere un’eredità pesantissima, forse prima del previsto.




