Il muro di contenimento crolla sulla palazzina a Formello, un morto e due feriti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tarda serata di giovedì 12 febbraio ha portato con sé una tragedia silenziosa e improvvisa a Formello, centro alle porte di Roma, quando un imponente muro di contenimento, cedendo sotto una pressione che le piogge incessanti dei giorni scorsi potrebbero aver reso insostenibile, è franato addosso a una palazzina di tre piani situata in via Nazario Sauro. Il bilancio, drammatico e definitivo, parla di una vittima, Umberto D’Errico, un commerciante di 58 anni molto conosciuto in paese per la sua storica macelleria, e di due feriti, i condomini che si trovavano nell’appartamento al primo piano e che sono stati estratti vivi dai detriti per essere poi trasportati in ospedale in codice giallo, sebbene le loro condizioni, secondo le prime informazioni, non sarebbero gravi. L’allarme, scattato intorno alle 22.45, ha mobilitato immediatamente i vigili del fuoco del distaccamento di Campagnano, supportati dal funzionario di servizio, i carabinieri della compagnia Cassia e il personale del 118, ma per l’uomo al piano terra, l’impatto delle macerie non ha lasciato scampo.

Il cedimento e i soccorsi: una notte di lavoro tra le macerie

Quando le squadre di soccorso sono giunte sul posto, al civico 48 di via Nazario Sauro, lo scenario che si è presentato ai loro occhi era quello di una devastazione compiuta: il massiccio muro, venuto giù con violenza, aveva letteralmente sfondato una porzione dell’edificio sottostante, accumulandosi in un ammasso informe di detriti, terra e calcinacci proprio sopra l’appartamento della vittima. Le operazioni per liberare l’uomo, il cui era rimasto sepolto sotto il peso del crollo, sono state complesse e delicate, richiedendo ore di lavoro ai pompieri per rimuovere con cautela i materiali pericolanti e mettere in sicurezza l’area circostante, un intervento che ha richiesto l’impiego di mezzi meccanici e la costante valutazione del rischio di ulteriori cedimenti. Solo dopo aver raggiunto il 58enne, i sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso, avvenuto sul colpo per la violenza del trauma subito, mentre gli altri due feriti, nel frattempo, erano già stati stabilizzati e affidati alle cure del personale medico.

Le indagini e l’ipotesi del maltempo come causa scatenante

Ora la parola passa agli inquirenti, chiamati a ricostruire con esattezza la dinamica di quanto accaduto e, soprattutto, a stabilire le cause che hanno portato al collasso improvviso di quella struttura di contenimento. L’ipotesi al momento più accreditata, e sulla quale convergono le prime ricostruzioni, è che a provocare il cedimento sia stato l’effetto combinato delle piogge torrenziali che hanno flagellato il Lazio in quei giorni, con il terreno saturo d’acqua che potrebbe aver esercitato una spinta eccessiva e incontrollata sul muro, fino a farlo cedere. I carabinieri, sul posto per i rilievi del caso, stanno vagliando ogni aspetto, acquisendo documentazione e verificando la struttura del terreno a monte della palazzina, senza al momento escludere altre ipotesi, sebbene la furia del maltempo, che aveva portato anche all’emissione di un’allerta gialla, rappresenti il movente principale. La salma di Umberto D’Errico, nel frattempo, è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa che il magistrato disponga eventuali accertamenti autoptici per chiarire ogni dubbio sulle cause del decesso, seppur appaia direttamente collegato al trauma riportato.

Uno stabile inagibile e dieci famiglie sfollate

L’intera palazzina, composta da sei appartamenti, è stata immediatamente dichiarata inagibile, e i vigili del fuoco hanno proceduto all’evacuazione precauzionale di una decina di residenti, quelli che occupavano le restanti unità abitative e che per miracolo non sono stati coinvolti fisicamente dalla frana, ma che non possono più fare ritorno nelle loro case. Per loro, nella notte, sono state attivate le procedure per trovare una sistemazione alternativa, mentre i tecnici comunali e i pompieri continuano a monitorare la stabilità dell’intero costone e della parte lesionata dell’edificio, un lavoro che richiederà verifiche approfondite nei prossimi giorni. La comunità locale, nel frattempo, si stringe attorno alla memoria della vittima, un volto noto e stimato, il cui negozio rappresentava una delle attività storiche del paese, e attende che le indagini facciano piena luce su una tragedia che ha sconvolto la quiete di una serata qualunque.

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