Formello, frana in via Nazario Sauro: morto il 58enne Umberto D’errico, travolto dal crollo di un muro nella sua abitazione al piano seminterrato
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Redazione Interno
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Il boato, sordo e improvviso, ha squarciato il silenzio della serata intorno alle ore 22:45 di giovedì, per poi lasciare spazio a un silenzio irreale, rotto solo dal rumore della terra e dei detriti che continuavano a franare a valle. In via Nazario Sauro, al civico 48 del comune di Formello, nell’hinterland a nord della Capitale, un imponente muro di contenimento – quello che probabilmente reggeva un costone di terra reso instabile dalle copiose piogge dei giorni scorsi – ha ceduto strutturalmente, abbattendosi con violenza su una palazzina sottostante di tre piani. La furia del materiale franoso, una massa composta da fango, terra e blocchi di muratura, si è riversata in particolare sull’appartamento situato al piano seminterrato dell’edificio, dove in quel momento si trovava Umberto D’errico, un uomo di 58 anni, conosciutissimo in paese per la sua attività di macellaio. Per lui, nonostante il tempestivo arrivo dei soccorsi, non ci è stato scampo: una parte della sua abitazione è letteralmente collassata sotto il peso delle macerie, che lo hanno sepolto, rendendo vano ogni tentativo di salvargli la vita.
I soccorsi e il recupero: l'intervento dei vigili del fuoco tra le macerie
Sul luogo del disastro si sono precipitate immediatamente la Squadra 31/A del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Campagnano, coordinate dal funzionario di servizio, insieme ai Carabinieri della compagnia Cassia e al personale del 118. Giunti sul posto, i soccorritori si sono trovati davanti a uno scenario di devastazione: l’area era disseminata di detriti e il versante collinare presentava chiari segni di instabilità, elementi questi che hanno reso le operazioni di scavo e messa in sicurezza particolarmente delicate e complesse. Mentre una parte della squadra lavorava per mettere in sicurezza l’area e verificare la stabilità di ciò che restava della struttura, un’altra si adoperava freneticamente per rimuovere i cumuli di terra e calcinacci alla ricerca del 58enne. Purtroppo, quando il di Umberto D’errico è stato infine recuperato, per lui non c’era già più nulla da fare, e i medici non hanno potuto che constatarne il decesso.
I feriti e l'evacuazione dello stabile
Il bilancio della frana, però, non si è limitato alla sola e tragica perdita di una vita umana. Altri due residenti della palazzina, nello specifico coloro che occupavano un appartamento al primo piano – quello direttamente interessato dall’impatto del cedimento – sono rimasti feriti. Le loro condizioni, per quanto certamente provate dallo shock e dalle lesioni riportate, non sarebbero comunque gravi: entrambi sono stati trasportati in codice giallo all’ospedale Sant’Andrea di Roma, dove sono attualmente ricoverati e sotto osservazione. A scopo puramente precauzionale, e per permettere ai tecnici di svolgere tutti gli accertamenti del caso sulla staticità dell’edificio, le autorità hanno disposto l’evacuazione dell’intero stabile. Dieci persone, residenti nelle sei unità abitative che compongono il complesso, sono state pertanto allontanate e dovranno rimanere lontane dalle loro case fino a quando non sarà dichiarata la completa agibilità o, al contrario, l’inagibilità definitiva della struttura.
Le indagini: l'ipotesi del maltempo e gli accertamenti in corso
Ora la procura, attraverso i rilievi effettuati dai Carabinieri e dai tecnici dei Vigili del Fuoco, sta cercando di fare piena luce sulla dinamica e, soprattutto, sulle cause che hanno portato al cedimento del muro di contenimento. L’ipotesi primaria, al momento oggetto di attenta verifica, è quella che riconduce il disastro alle abbondanti precipitazioni che hanno flagellato la zona nei giorni precedenti; piogge insistenti che potrebbero aver saturato il terreno, indebolendone la coesione e provocando l’inaspettato cedimento strutturale della parete di contenimento. Gli inquirenti, che hanno posto sotto sequestro l’area e la salma della vittima in attesa dell’autopsia, dovranno accertare se vi siano state eventuali negligenze o mancanze nella manutenzione e nel controllo del versante, e se la tragedia che ha stroncato la vita del 58enne potesse in qualche modo essere prevista o evitata.




