Il consiglio regionale sul caso dossier e l’attesa per il discorso di Bucci

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ritorna puntuale l’appuntamento con la politica ligure, e i lavori del consiglio regionale e di quello comunale, in programma nella giornata di martedì, si annunciano tutt’altro che ordinari. Le sedute, che si terranno rispettivamente in via Fieschi la mattina e in via Garibaldi nel primo pomeriggio, arrivano in una settimana segnata da un’escalation di tensioni tra Palazzo e una delle principali testate locali. Se l’ordine del giorno prevede i consueti articoli 54 e le comunicazioni dei presidenti, l’attenzione di cronisti e addetti ai lavori è tutta concentrata sulle dichiarazioni che il governatore Marco Bucci potrebbe rilasciare in aula, dopo le tempestose giornate che hanno portato alla luce il cosiddetto dossieraggio ai danni dei giornalisti del Secolo XIX.

Il fulcro della bufera, come ormai noto, ruota attorno a una serie di report che lo staff della comunicazione della Regione, guidato da Federico Casabella, avrebbe confezionato negli ultimi mesi per monitorare l’operato della redazione del quotidiano genovese. Documenti, questi, che secondo quanto ricostruito non si limitavano a una semplice rassegna stampa, ma contenevano estrapolazioni e commenti fortemente critici nei confronti di articoli e firme del giornale, con l’obiettivo di dimostrare una presunta faziosità a favore del centrosinistra. Una circostanza che ha spinto il Comitato di redazione del Secolo XIX a una presa di posizione netta e compatta: i giornalisti, si legge in una nota, “respingono fermamente l’azione di monitoraggio del nostro lavoro” e rivendicano con forza “l’autonomia e l’indipendenza che, qualche volta, in passato ci è costata cara”.

La replica del presidente Bucci, arrivata durante l’apertura dei lavori del consiglio regionale, è stata altrettanto decisa nel respingere le accuse al mittente. Parlando di “attività oscura, clandestina e intimidatoria”, il governatore ha voluto ribaltare completamente la prospettiva, definendo sé e la sua istituzione “parte lesa in questa vicenda” e bollando come infondate le ricostruzioni giornalistiche che parlano di un abuso di potere. Una linea difensiva, quella di Bucci, che si scontra però con la versione fornita dal direttore del Secolo XIX, Michele Brambilla, il quale ha già preannunciato battaglia legale forte di quelle che definisce prove documentali inoppugnabili. Brambilla, infatti, ha più volte ribadito di essere in grado di dimostrare come i dossier, lungi dall’essere semplici scambi di opinioni tra istituzioni e stampa, venissero regolarmente inviati non a lui, bensì direttamente all’editore del quotidiano, la Blue Media srl facente capo al gruppo Msc di Gianluigi Aponte. Un passaggio, questo, che muterebbe radicalmente la natura del rapporto, configurando un tentativo di pressione sulla proprietà per condizionare la linea editoriale dall’alto.

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