Il nodo dei report in Regione Liguria e quel presunto dossier sui giornalisti: Bucci si difende parlando di un equivoco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura di Genova ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, dopo l’esposto presentato dal direttore de Il Secolo XIX, Michele Brambilla, nei confronti di Federico Casabella, portavoce del presidente della Regione Liguria Marco Bucci. L’ipotesi di reato, al centro della quale c’è la presunta attività di dossieraggio messa in atto dallo staff del governatore durante la campagna elettorale per le comunali – competizione che ha portato all’elezione di Silvia Salis –, è quella di diffamazione aggravata. Secondo quanto ricostruito da alcune testate nazionali, infatti, l’ufficio stampa di Bucci avrebbe predisposto dei documenti, veri e propri rapporti, nel venivano analizzati nel dettaglio articoli, titoli, foto e persino lo spazio dedicato dal quotidiano ai diversi candidati, con l’obiettivo dichiarato di lamentare una presunta mancanza di equilibrio e, di fatto, provare a condizionare la linea editoriale della testata.

La genesi della vicenda, che ha rapidamente valicato i confini locali, risiede in un esposto anonimo che ha innescato un’istruttoria da parte dell’Ordine dei giornalisti della Liguria. È in quella sede che sarebbero emersi i contorni della presunta strategia: report inviati non solo al direttore Brambilla ma, stando a quanto trapelato, anche all’editore del Secolo XIX, la famiglia Aponte di Msc, con l’evidente intento di sollecitare un intervento sui contenuti del giornale, reo, agli occhi del governatore, di essere troppo sbilanciato a favore della candidata del centrosinistra. I documenti, che secondo l’accusa configurerebbero una vera e propria black list di giornalisti sgraditi, contenevano suggerimenti piuttosto espliciti, come la richiesta di realizzare interviste a esponenti nazionali del centrodestra per riequilibrare una narrazione ritenuta di parte.

La replica di Bucci e Casabella: “Era un confronto privato con il direttore”

Nel corso di una conferenza stampa convocata per fare chiarezza, Marco Bucci ha respinto con decisione le accuse, parlando di un “grande equivoco” e negando categoricamente l’esistenza di qualsiasi dossieraggio. La sua ricostruzione dei fatti è netta: sin dall’arrivo di Brambilla alla direzione del Secolo XIX, nell’ottobre del 2024, si sarebbe instaurato un rapporto di scambio di opinioni e feedback, inizialmente informale e poi, a partire dal novembre del 2025, sistematizzato in forma scritta. “Il famoso dossieraggio, che non è un dossieraggio, è soltanto un rapporto tra il sottoscritto e il direttore sulle cose che noi consideriamo importanti o quelle che lui considera importanti”, ha spiegato Bucci, aggiungendo che si è sempre trattato di comunicazioni riservate, la cui divulgazione pubblica, a suo dire, è stata “inaccettabile” e lesiva della sfera confidenziale.

In sintonia con il presidente, il portavoce Federico Casabella ha ribadito che l’attività di monitoraggio degli articoli rientrava nelle normali mansioni di un ufficio stampa, finalizzata a fornire al presidente elementi di analisi, e che mai vi è stata alcuna interlocuzione con l’editore. Anzi, Casabella ha annunciato di aver già incaricato i propri legali per valutare querele per diffamazione, non solo nei confronti di chi ha utilizzato il termine “dossieraggio” – che lui considera un reato e una parola diffamante – ma anche contro lo stesso direttore Brambilla, reo di aver raccontato, a suo dire, delle menzogne. Il portavoce ha inoltre gettato ombre sulla tempistica con cui la notizia è stata resa pubblica, suggerendo che possa essere stata alimentata da fonti politiche ben prima delle riunioni di redazione del quotidiano.

Un fascicolo anche per un’altra testata e il coinvolgimento della sindaca Salis

Parallelamente al caso che coinvolge Il Secolo XIX, l’istruttoria dell’Ordine dei giornalisti ha portato alla luce un episodio analogo che ha riguardato un’altra testata locale, Genova24. Il suo direttore, Andrea Chiovelli, ha confermato di aver ricevuto, nell’ottobre del 2025, un fascicolo cartaceo consegnato a mano da Casabella. In quel documento, redatto apparentemente per un incontro richiesto dalla stessa redazione, lo staff di Bucci lamentava disparità di trattamento, sia quantitative che qualitative, nella copertura social e negli articoli dedicati ai due schieramenti politici. Sebbene le modalità e la periodicità siano state diverse rispetto a quanto accaduto con Il Secolo XIX, la sostanza delle lamentele – critiche su titoli, foto e scelte redazionali – appare simile, delineando un modus operandi dell’ufficio comunicazione della Regione volto a contestare pubblicisticamente l’operato di alcune testate.

Nel corso della sua difesa, Marco Bucci ha voluto esprimere vicinanza alla sindaca Silvia Salis, la cui figura è emersa indirettamente nella vicenda in quanto principale beneficiaria, secondo i report della Regione, di un presunto trattamento di favore da parte del Secolo XIX durante la campagna elettorale. “Mi dispiace sia stata coinvolta la sindaca che è totalmente fuori da questo discorso, non c'entra nulla, ma qualcuno ha approfittato subito della situazione per coinvolgerla”, ha dichiarato Bucci, manifestando solidarietà per un coinvolgimento che ritiene immeritato e strumentale. Un atteggiamento, questo, che segue di alcuni mesi il primo incontro istituzionale tra i due, avvenuto nel giugno del 2025, dove avevano manifestato intenti di collaborazione nonostante la campagna elettorale appena conclusa.

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